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Cloverfield

di Matt Reeves. Con Lizzy Caplan, Jessica Lucas

di Svevo Moltrasio

Un mostro enorme invade e distrugge l’isola di Manhattan: testimonianza di quel disastro un nastro di una telecamera su cui è stato registrato, passo per passo, l’avvenimento per mano di un coraggioso e inesperto – almeno così lo avevano presentato - operatore.

Opera molto attesa grazie ad una sapiente campagna pubblicitaria costruita su di un imponente viral marketing che per mesi ha appassionato e richiamato l’attenzione di numerosi internauti, questo CLOVERFIELD è frutto dell’astuzia di J.J. Abrams – tra le sue creature anche la fortunatissima serie LOST – qui nelle vesti di produttore. Il film si è imposto nel box office in patria con un primo week end da record, con oltre 40 milioni di dollari incassati.

Il grande richiamo suscitato da questa operazione risiede nell’idea di raccontare l’ennesimo monster movie – quelli in cui un grosso mostro distrugge una città (GODZILLA) – cercando un punto di vista nuovo e realistico, nello specifico quello di una piccola telecamera digitale che grazie al coraggio di un improvvisato operatore registra su nastro le immagini della catastrofe. Insomma un reperto video, come è effettivamente spacciato ad inizio film, preziosa testimonianza di un immenso e tragico disastro. Non sono passati tanti anni dal celebre THE BLAIR WITCH PROJECT perché qualcuno non noti l’assonanza. Tralasciando la poca originalità del punto di vista del film, il resto non è da meno: i soldati che mettono in quarantena la città con l’ultimo elicottero da raggiungere prima che sia rasa al suolo, così come i piccoli e temibili mostriciattoli, sono tutte trovate riprese da altri film anche della scorsa stagione.

Inoltre la messa in scena in termini di verosimiglianza si sgretola nel giro di pochissimi minuti – la telecamera indistruttibile, la batteria illimitata, nessuno ne è disturbato né tanto meno risulta di impiccio all’operatore – e lo spettacolo si lascia seguire, ed apprezzare per brevi momenti, solo per alcune sequenze in cui ci si dimentica della particolare prospettiva. Senza un vero senso del ritmo e privo di tensione, il film colpisce solo per il lavoro visivo e il richiamo a paure contemporanee come l’11 settembre. Non è un caso che dopo i primi giorni di programmazione ovunque gli incassi sono crollati bruscamente.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[11-02-2008]

 
 
 
 
Commenti
  • DOM[24-12-2009 11:06:41]

    Svevo, è anche vero che in Italia, cinematograficamente siamo veramente ignoranti. Basti vedere quali sono i film che fanno grandi incassi. Mi chiedo come possa essere possibile che i cosidetti "cinepanettoni" riescano a fare tutti gli incassi che fanno! Fosse per me li vieterei ai minori di 18 anni, non tanto per tette e culi mostrati, quanto per la bassissima qualità sia recitativa che tecnica, quanto per il vuoto mentale che lasciano.

  • SVEVO[18-02-2008 12:49:09]

    ..guarda in questi casi, per questi tipi di film, credo che il responso del pubblico sia più che attendibile: anche in Italia, dopo sole tre settimane, è praticamente sparito dagli incassi. Evidentemente la stragrande maggioranza degli spettatori ha provato ben poche emozioni.

  • Rodrigo[17-02-2008 14:56:20]

    L'effetto del reale è assolutamente ben descritto. Come si fa a non godere dell'emozione trasmessa da un film così credibile e pertinente?

  • DOM[14-02-2008 14:40:01]

    A me è piaciuto. In molte scene fa vivere l'ansia e il terrore dei protagonisti lasciandoti incollato alla poltrona.

 
 
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