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Auto di servizio come un taxi

dirigente della Municipale nella bufera

L'auto di servizio usata come fosse un taxi. Lo accompagna in ufficio, lo riporta a casa e, lungo il tragitto, fa una deviazione per lasciare la moglie al lavoro. Nel mirino, ancora una volta, i vertici della polizia municipale. Protagonista di questa nuova, storia di malcostume all'italiana è il responsabile della disciplina del corpo, Carlo Maria Loccaso, un alto funzionario comunale (che, formalmente, non fa parte della municipale), a cui spetta la decisione finale sulle sanzioni per infrazioni come insubordinazione, indisciplina, trascuratezza nella divisa. Una storia desolante che fa il paio con quella di Giovanni Catanzaro l'ex comandante silurato dal sindaco Veltroni.

Il tragitto di Loccaso è semplice: la macchina lo aspetta sotto casa, carica lui e la mogile, poi Loccaso scende assieme alla moglie, una signora bionda dall'aria distinta e la macchina si avvia verso la sede dell'XI municipio, in via Benedetto Croce 50, dove lavora la donna. Breve sosta per far scendere la signora, poi la "Punto" riparte diretta al comando del corpo, a via della Consolazione. Un tragitto complessivo di 8 chilometri e che, secondo il sito della Michelin, costa 2 euro e 11 centesimi solo andata. Ma, a parte il buon nome della municipale, già duramente provato dall'affaire Catanzaro, il prezzo di questo uso spregiudicato della macchina di rappresentanza è molto più alto.

Per fare da autisti a Loccaso, infatti, vengono impiegati due vigili (uno all'andata e uno al ritorno) che, secondo Mauro Cordova: "Sarebbero molto più utili alla città in strada a dirigere il traffico o controllare i mercati". Senza contare che, stando a una sentenza della Cassazione del 18 gennaio 2001 l'uso improprio della vettura di servizio comporta ben due reati penali. Per quanto riguarda la sola macchina siamo al peculato d'uso (art 314 del codice penale, II comma) mentre distogliere vigili o autisti dal loro lavoro è peculato (stesso articolo, comma I). Per i vigili capitolini sono tempi duri.

Nell'attesa delle decisioni del Campidoglio, bisogna chiarire che non si è trattato di un episodio isolato, di una "distrazione" motivata, magari, da un guasto alla macchina privata del funzionario.

fonte: la Repubblica

 
 

[06-02-2008]

 
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