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Cous Cous

di Abdel Kechiche. Con Habib Boufares, Marzouk Bouraouďa, Faridah Benkhetache

di Narda Liotine

Le nuove condizioni lavorative presso il cantiere navale di Sète, nei pressi di Marsiglia, provocano il licenziamento di Beiji, un sessantenne divorziato e risposato che continua a mantenere buoni rapporti con la sua famiglia. Profondamente deluso e sfiduciato, Beiji pensa di allestire, recuperando una vecchia imbarcazione, un ristorante galleggiante che serva quale piatto della casa il couscous di pesce, sogno apparentemente irraggiungibile per le magre finanze dell’uomo, ma l’amore familiare, la collaborazione e il sacrificio sapranno realizzarlo.

Il terzo lungometraggio di Kechiche, che segue i successi di TUTTA COLPA DI VOLTAIRE e de LA SCHIVATA, ribadisce l’interesse socio-etnologico del regista tunisino naturalizzato francese riguardo la vita degli immigrati arabi in Francia. Un ulteriore prova di come il suo occhio cinematografico sappia compiere una riflessione critica sulla realtà senza il pericolo di spogliarla della sua genuinità. Una qualità indiscussa che gli è valsa la nomina al Leone d’oro durante l’ultimo festival veneziano.

I primi piani estremi, cifra stilistica ormai riconosciuta al regista, si alternano all’uso indagatore della macchina da presa che agogna il tranche de vie, mentre il procedere ellittico della narrazione tiene fuori brani cruciali per rivelarli al momento del disvelamento finale. La verbosità, la loquacità, che trovano la loro massima espressione nelle due scene conviviali del film, ed una sceneggiatura attenta alla somma caratterizzazione dei personaggi, sembrerebbero incompatibili con il cast dilettantesco, che al contrario riesce a incarnare brillantemente una genuina epopea familiare finalizzata al riscatto sociale, la cui ricerca caricherà di inquietudine gran parte del film.

Lungo l’analisi quasi scientifica che Kechiche conduce si colgono i chiari segni dell’amore per la tradizione, coinvolti in un processo di emancipazione collettiva che richiama alla mente le epopee familiari classiche di respiro corale. Un film che avrebbe meritato la vittoria a Venezia, dove il premio Marcello Mastroianni è andato alla convincente Hafsia Herzi

 



votanti: 2
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - Kechiche
 

[02-02-2008]

 
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