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Donna decapitata al Casilino

condannato a 30 anni l'ex marito

Trent’anni di reclusione: è la pena inflitta definitivamente a Gaetano Tripodi ritenuto l’assassino della ex-moglie, Patrizia silvestri, trovata decapitata il 3 maggio del 2006 dietro il gabbiotto di una stazione di servizio al Casilino. La sentenza è stata emessa oggi dalla Corte d’Assise presieduta dal Giudice Antonio Cappiello che, rispetto alla precedente condanna, ha escluso l’aggravante dei futili motivi.

Tripodi fu fermato a bordo del suo camion il giorno dopo il macabro ritrovamento del cadavere. Gli elementi che indirizzarono gli inquirenti contro di lui furono diversi: innanzitutto la corrispondenza del dna trovato su un mozzicone di sigaretta scoperto accanto al cadavere della donna; in secondo luogo i riscontri sui tabulati telefonici del suo cellulare. In particolare, dall’analisi delle celle che indicano la posizione del telefono, risultava che Tripodi, tra le 22 e la mezzanotte e mezza, si trovasse proprio nella zona del delitto.

Ulteriori accertamenti attestarono che l’uomo avrebbe ricevuto una telefonata dalla sua ex-moglie e che, proprio quella sera, si sarebbero dovuti incontrare proprio in quell’area di servizio. Tripodi, 41 anni originario di Melito Porto Salvo, un paese in provincia di Reggio Calabria, ha sempre respinto ogni accusa, affermando di aver, sì, visto la moglie quella sera ma di non averla uccisa.

 
TAG: Tripodi
 

[31-01-2008]

 
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