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Comune a rischio commissariamento

pochi giorni al verdetto

Le opzioni restano tre: nuove elezioni, nominare un governo tecnico per arrivare a una riforma dell'attuale legge elettorale o (ipotesi forse più accreditata) conferire un mandato 'esplorativo' in attesa di tornare alle urne, in attesa che il capo dello stato decida sul dal farsi, sul Campidoglio aleggia il famigerato rischio-commissariamento.

Tutto dipenderà da quando il sindaco veltroni deciderà di rassegnare le dimissioni dalla carica di primo cittadino. In caso di candidatura a premier, il leader del partito democratico potrebbe scongiurare un anno di gestione commissariale solo presentando le dimissioni entro il 2 febbraio. In questo caso, stando alla legge, Roma andrebbe ad elezioni anticipate già quest’anno.

Sempre in base alla normativa invece, se il primo cittadino lasciasse il campidoglio dopo il 4 febbraio la città potrebbe essere commissariata, un pò come avvenne nel 2001 quando esattamente 7 anni fa si scioglieva il consiglio comunale dopo le dimissioni rassegnate dall’allora sindaco Francesco Rutelli. In quel caso commissario straordinario fu nominato Enzo Mosino. Sulla scia dell’esperienza, oggi, nessuno gradirebbe un ritorno al passato, soprattutto per le conseguenze che si avrebbero sullo sviluppo urbanistico della città.

Il commissario infatti può svolgere solo l’ordinaria amministrazione. E le delibere in programma hanno un contenuto politico che non potrebbero essere affrontate in consiglio, senza la forza di una maggioranza.

Tra i documenti giacenti in Campidoglio che potrebbero non avere l’ok dall’aula Giulio Cesare c’è ad esempio la delibera sulla Bufalotta, che prevede il cambio di destinazione d’uso, da servizi a residenziale, di quasi un milione di metri cubi.

Destino incerto anche villa Blanc, le torri dell’Eur e il contratto di servizio con l’Ama per la gestione dei rifiuti, ma anche e soprattutto il piano regolatore. Se entro i primi di marzo non sarà terminato l’iter per l’approvazione definitiva, Roma dovrà tenersi il vecchio piano, buttare tanti anni di lavoro con tutte le conseguenze del caso.

[30-01-2008]

 
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