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Le baraccopoli della Magliana

favelas sotto l'autostrada

Viadotto della Magliana, piano terra: ecco dove vivono i rom in fuga dalla città. Sono almeno 500 persone, più della metà è minorenne e 300 sono bambini. In parte arrivano dallo sgombero del vicino ex oleodotto abbandonato, il resto viene dai campi rom abusivi sgomberati nei giorni successivi all’omicidio Reggiani. Una vera favela, fatta di baracche proprio sotto la Roma – Fiumicino, subito fuori la Magliana.

Vivono in condizioni disperate, sotto i pilastri dell’autostrada e lo scenario, che potrebbe fare da sfondo al film “Blade Runner”, è visibile sia da via dell’Imbrecciato. Siamo entrati di nascosto, con difficoltà abbiamo filmato il lungo corridioio di baracche, poi una serrata trattativa. Alla fine gli abitanti del sottopasso, in parte romeni e in parte bosniaci, hanno deciso di raccontare le condizioni in cui vivono.

"Viviamo in condizioni disperate, ci racconta una signora rom del campo- come degli animali. La notte accendiamo delle bombole per riscaldarci con il rischio di saltare in aria da un momento all'altro, e poi ci sono così tanti bambini"

Frotte di ragazzi, fuochi per riscaldarsi, roulotte e carcasse di macchine. Gli automobilisti che passano di sera spessono sentono gli odori dei fumi che arrivano dalla città sotterranea, quella che vive all’insaputa dei pendolari e che cerca di riscaldarsi bruciando quello che capita, rifiuti compresi.

"Sono mesi che denunciamo queste situazioni illegali -spiega il consigliere di An del XV Municipio Augusto Santori- il problema sicurezza e degrado è gravissimo in questa zona Magliana - Petrelli, eppure sembra che le vicende nazionali sembrano aver fatto passare in secondo piano questo problema cittadino"

Si arrangiano come possono, rastrellando il territorio, e spesso non è altro che una guerra tra poveri, ne sa qualcosa Benito, da anni anche lui e’ sotto il viadotto e si arrangia con piccole riparazioni.

"Sono qui da più di dieci anni -racconta- faccio delle piccole riparazioni, ho dovuto recintare tutto perché mi hanno rubato gli attrezzi, mi hanno preso anche le piantine che avevo qui fuori, costavano 15 euro l'una, le hanno bruciate per riscaldarsi".

I cittadini aspettano lo sgombero, già annunciato dal Comune, sarà coordinato dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Ma il problema è sempre lo stesso: dove andranno stavolta gli abitanti del sottopasso? Qualcuno penserà al dopo sgombero?

 
 

[29-01-2008]

 
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