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Annullata la visita dell'Imam alla moschea

le reazioni della comunità ebraica romana

Per la comunità ebraica romana è una "grave situazione che impedisce di fatto un confronto sereno e costruttivo". Dopo il no del Cairo alla visita dell’imam di Roma alla sinagoga arrivano le prime reazioni della comunità ebraica di roma che chiede "un appello alle istituzioni del nostro paese" affinchè si faccia chiarezza su quanto accaduto.

La crisi tra israeliani e palestinesi ha infatti avuto ripercussioni fino alla nostra città con l’annulamento dell’incontro previsto per domani alla sinagoga tra il Rabino capo e l’Imam della moschea di Roma, un appuntamento programmato da tempo che restituiva la visita alla moschea di roma, fatta dal rabino capo lo scorso mese di marzo.

I comunicati ufficiali parlano di cerimonia rimandata e non annullata, a causa di problemi organizzativi. Ma in realtà lo stop sarebbe arrivato nientemeno del cairo, cioè dalla importante voce dei sunniti , che conta di più di quella della moschea di monte antenne, che pure è la più grande d’Europa.

I diritti dei palestinesi, lesi dall’offensiva israeliana a Gaza, avrebbero indotto i musulmani a ritenere inopportuno il prosieguo del dialogo tra islam ed ebraismo, anche a migliaia di chilometri di distanza. L’appuntamento storico, si augurano dal campidoglio, sarà messo in calendario appena la crisi sarà superata.

Il segretario generale del centro culturale islamico italiano, Abdellah Redouane, cerca di smorzare i toni, dicendo che la visita è solo rimandata "per ragioni organizzative". Non domani, quindi, ma la visita ci sarà. Redouane ha anche escluso con forza che dietro questa decisione ci sia l'orientamento espresso dall'università del Cairo, massima autorità religiosa dell'islam sunnita. Anche l’ambasciatore d’Egitto Ashraf Rashed smentisce ogni tipo di interferenza del Cairo ribadendo che l’imam al azhar non interviene nell’organizzazione delle visite che vengono organizzate dal centro culturale islamico romano.

La comunità ebraica romana non ha nascosto "il proprio dispiacere", sottolineando comunque che "le porte della sinagoga rimarranno aperte per tutti i cittadini di fede islamica che si riconoscano nei valori del dialogo e della libertà.”

 
 

[22-01-2008]

 
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