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Omicidio alla Magliana

esecuzione per un graffio alla macchina

L'hanno ucciso per una macchina ammaccata, per un parcheggio sbagliato. Uno sgarro, secondo loro, che doveva essere punito. Giuseppe Silvestri, 42 anni, è morto proprio nel giorno del compleanno della moglie in un parcheggio di fronte ad un locale di Via della Magliana.

I parenti della vittima hanno ricordato quella notte del 6 novembre, con Luciano Calisti che, dopo esser stato urtato a bordo della sua auto rimane fuori dal locale minacciando Giuseppe Silvestri e i familiari. Qualcuno chiama la polizia, arriva una pattuglia che cerca di tranquillizzare la famiglia di Silvestri. Gli agenti se ne vanno pensando si tratti di un semplice diverbio. Poi, all'uscita, circa due ore dopo, in quattro o cinque aspettato fuori dal locale, lo aggrediscono a sprangate di fronte ai figli, poi uno di loro spara cinque colpi mortali con una calibro 9, colpendo Silvestri al cuore. "Poteva essere una strage" - raccontano i parenti - "anche i bambini di 9 e 12 anni potevano essere colpiti."


Vanno intanto avanti le ricerche degli inquirenti per trovare il resto della banda che ha ucciso, davanti agli occhi della famiglia, l'imprenditore edile. Nel carcere di Regina Coeli i due fratelli Calisti sono stati interrogati separatamente e le loro versioni sui fatti sono piene di contraddizioni. I due dovranno rispondere di omicidio volontario premeditato, il reato è aggravato dal numero dei partecipanti e dalla futilità dei motivi. Fin'ora gli unici ad essere finiti in manette sono i fratelli Calisti, nessuna traccia invece di chi ha premuto il grilletto, sono ricercate le altre due persone e il nipote del Calisti.
Una storia metropolitana dai retroscena oscuri, la violenza scattata per un graffio sulla macchina, un?azione premeditata e selvaggia, una storia di branco, la storia di una Roma ?coatta?.

 
 

[10-11-2005]

 
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