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Il popolo degli sfollati

aumentano a Roma i senza tetto

Il ricovero degli sfollati degli ex stabilimenti della Mira Lanza è solo l’ultimo atto di un fenomeno molto, troppo esteso. Il penultimo atto l’abbiamo conosciuto ieri a via della Martora dove sono stati messi i nomadi sgomberati dalle rive dell’Aniene; una sistemazione, quella di via della Martora, appena migliore del vivere ai bordi di un fiume senza acqua potabile, luce e servizi igienici.

A Roma cresce il popolo dei campi abusivi e degli sfollati, il fenomeno sembra sfuggire di mano all’amministrazione capitolina.

Aveva ragione chi, dopo l’omicidio di Giovanna Reggiani, aveva criticato la normativa d’emergenza, che produce spesso leggi difficilmente applicabili , se non addirittura contrarie alla costituzione.

No quindi a soluzioni emergenziali, ma il problema richiede misure rapinde ed efficaci, e in questo il Comune sembra proprio avere il fiatone di chi è sempre un passo indietro rispetto agli avvenimenti.

Dal Campidoglio si aspetta sempre l’alternativa al piano, annunciato ma nei fatti fermo, della realizzazione della 4 grandi aree nelle quali convogliare i Nomadi ; quattro grandi campi da 2500 persone l’uno, che avrebbero risolto almeno sulla carta, la situazione per 10mila persone. Ma appare chiaro che questo progetto non vedrà mai la luce per due motivi: politico, visto che è osteggiato dalla sinistra radicale in Aula Giulio Cesare e mal visto dal Prefetto Carlo Mosca e pratico: a Roma tra nomadi e abitanti in alloggi di fortuna, ammontano a 25mila le persone che l’amministrazione capitolina vorrebbe sistemare. Troppi per qualsiasi piano che abbia l’obiettivo di ridurre la frammentazione che oggi conta 25 tra campi abusivi e non. Sembra proprio che, in aula Giulio Cesare, sia il cosiddetto laboratorio politico della sinistra e l’opposizione ( realtà distratte dagli avvenimenti della politica nazionale) non riescano più a trovare risposte adeguate alla realtà di quella parte di immigrati che non si è integrata nel tessuto sociale e rischia di rimanere ai margini per sempre.

 
 

[05-01-2008]

 
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