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Un anno di Cinema

i film del 2007

Tenendo in considerazione tutte le pellicole uscite sul territorio italiano da gennaio al dicembre, possiamo notare che la qualità generale dei film ha seguito un certo abbassamento già riscontrato durante la stagione scorsa, quel 2006 che risultò al di sotto del precedente 2005. Non sono mancati gli incassi e le sorprese, e nemmeno i soliti film da dibattito più o meno furbo.

Proprio ad inizio anno si è parlato moltissimo dell’ultima fatica di Mel Gibson, il sanguinoso e triviale Apocalypto, con le gesta delle antiche popolazioni Maya. Sfruttando la scia degli scandali del precedente The Passion, l’attore/regista australiano ha cercato di nuovo una promozione violenta quanto fasulla e il film, in fin dei conti, si è rivelato un innocuo giocattolone e anche gli incassi non hanno mantenuto le premesse.

Le prime settimane sono state anche scenario del ritorno in grande stile di James Bond,  con un nuovo 007, il biondo Daniel Craig che in Casino Royale ha convinto pubblico e critica. Uno dei fenomeni di stagione è stato il successo planetario dell’italiano Gabriele Muccino che dirigendo Will Smith, in una pellicola di certo non memorabile come La Ricerca della Felicità, si è guadagnato i primi posti di tutti i box office. Nonostante i molti difetti ci ha commosso il ritorno di Sylvester Stallone nei panni del mitico pugile Rocky Balboa, con un ultimo match improbabile quanto malinconico. Continuando con gli attori passati dietro la macchina da presa, è stata una bellissima sorpresa Bobby, l’opera corale di Emilio Estevez che ci ha raccontato un dramma americano con raffinatezza e partecipazione. E ancora Clint Eastwood che con il secondo capitolo sulla battaglia di Iwo Jima, Lettere da Iwo Jima, ci ha portati nei cunicoli dei soldati giapponesi in quello che è il film della stagione.

Ad inizio anno è stata la volta di un altro grande maestro, il sempre controverso David Lynch che con l’onirico INLAND EMPIRE ha diviso più del solito critica e pubblico: in un labirinto di deliri e dejà vu, in cui molti fan sono rimasti estasiati, noi ci siamo un po’ annoiati. Un altro caso, più in patria che da noi, è stato Borat : dietro alcune finte ed idiote candid camera in molti ci hanno visto un arguto percorso dissacrante sugli Stati Uniti. Noi abbiamo visto solo alcune finte ed idiote candid camera.

Sempre dagli States sono arrivati alcuni blockbuster piuttosto insipidi, come il virile 300 e il deludente Spider-Man 3 del bravo Sam Raimi. Un po’ meglio Transformers di Michael Bay. Inaspettato è stato il sonoro flop dell’accoppiata Quentin Tarantino e Robert Rodriguez: i film/omaggio Grindhouse sembra abbiano divertito solo gli stessi autori. Dall’America sono arrivate anche alcune sorprese come l’equilibrato ed intelligente David Fincher di Zodiac, o il bel fantasy vecchio stile Stardust di Matthew Vaugh. Alcune opere robuste e ben oliate si sono fatte apprezzare in giro per i festival: pensiamo al crepuscolare Michael Clayton di Tony Gilroy o all’intrigato Diario di uno Scandalo di Richard Eyre. Proprio in quest’ultima pellicola è da individuare la protagonista assoluta dell’anno: la Cate Blanchett tornata anche nei panni della Regina in The Golden Age, ma soprattutto meravigliosa trasformazione di Bob Dylan nello straordinario Io Non Sono Qui di Todd Haynes.

È stato anche l’anno del ritorno di Francis Ford Coppola, con la coproduzione europea Un’Altra Giovinezza : non è piaciuta a molti, ambiziosa e complessa, sebbene il fascino del grande cinema non gli manchi. Anche Robert Zemeckis non ha convinto tutti con il suo La Leggenda di Beowulf dove si ostina, purtroppo, a lavorare con le diverse evoluzioni del capture. Invece conferma di essere in grande salute il canadese David Cronenberg che con La Promessa dell’Assassino, sulla scia del precedente ed inarrivabile A History of Violance, riesce a rimanere su ottimi livelli. Sempre interessante il percorso nella gioventù statunitense che porta avanti Gus Van Sant in Paranoid Park. Molto meglio dello strombazzato Crash è stato il secondo lavoro da regista di Paul Haggis Nella Valle di Elah. Sullo stesso versante piuttosto riuscito il nuovo film di Robert Redford Leoni per Agnelli.

In Europa si sono segnalate due sorprese: una è stata il successo della pellicola tedesca Le Vite degli Altri di Florian Henckel von Donnermarck, anche premio Oscar per il film straniero. L’altra la Palma d’Oro rumena 4 Mesi 3 Settimane 2 Giorni di Cristian Mungiu. Ken Loach è tornato ai suoi migliori livelli con In Questo Mondo Libero.., mentre pare aver toccato il fondo Lars Von Trier con Il Grande Capo. In generale per il vecchio continente non è stata un’annata indimenticabile.

Dall’oriente sono arrivate meno pellicole del solito, tra queste è piaciuto il Leone d’Oro Still Life di Jia Zhang-ke. L’Italia invece ha continuato a sfornare i soliti film che non convincono mai appieno. I titoli aumentano ma la media qualitativa fatica a migliorare. Le cose positive vanno ricercate sicuramente nell’eso rdio di Alessandro Angelini con L’Aria Salata. O ancora in opere coraggiose, anche se non completamente riuscite, come Centochiodi di Ermanno Olmi, o In Memoria di Me di Saverio Costanzo. Una ventata di freschezza è arrivata da Notturno Bus di Davide Marengo, Mio Fratello è Figlio Unico di Daniele Luchetti e lo stravagante L’Abbuffata di Mimmo Calopresti. Sopravvalutati i lavori di Andrea Molaioli La Ragazza del Lago, Uno su Due di Eugenio Cappuccio, e l’esordio alla regia di Fabrizio Bentivoglio con Lascia Perdere, Johnny. Il doppio Pupi Avati ci ha convinti di più nel ritorno all’horror con l’americano Il Nascondiglio, mentre Silvio Soldini è tornato al successo con il discreto Giorni e Nuvole. La cosa peggiore ce l’ha regalata chi con il cinema c’entra poco, ovvero il cantante Federico Zampaglione con il pessimo Nero Bifamiliare.

Infine l’animazione che ha visto l’arrivo sul grande schermo de I Simpson, e di alcune pellicole molto interessanti dall’oriente, come Paprika di Kon Satoshi o la riedizione de Il Castello di Cagliostro di Hayao Miyazaki. L’apice, come al solito, è merito della Pixar con l’irresistibile topolino protagonista di Ratatouille.

Svevo Moltrasio

 
 

[02-01-2008]

 
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