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Paranoid Park

di Gus Vant Sant. Con Gabe Nevins, Dan Liu

di Rosario Sparti

Alex, problematico adolescente appassionato di skateboard, riesce a strappare alla sua famiglia, in via di separazione, la possibilità di passare una notte fuori da un amico. Quella sera deciderà di perdersi all’interno del Paranoid Park, luogo di ritrovo degli skaters cittadini, e complice con altri ragazzi concluderà la giornata con una bravata che porterà alla morte d’un agente di sicurezza. Ad indagini in corso il ragazzo fingerà di non essere mai stato lì e terrà per sé il segreto, ma riuscirà a convivere con il senso di colpa?

Nuovo lavoro per Gus Van Sant: presentato all'ultimo festival di Cannes dove ha ottenuto il Premio della Giuria, PRANOID PARK segue a due anni di distanza LAST DAYS. Il regista aggiunge un nuovo tassello alla sua poetica legata alle problematiche giovanili, e per farlo riparte dalle origini ossia da Portland, sua città natale. Questo “delitto e castigo dei nostri giorni”, tratto dall’omonimo romanzo di Blake Nelson, vede in scena un cugino degli adolescenti di ELEPHANT e come in quel caso Van Sant si diverte ad andare a ritroso con la narrazione spezzando il flusso temporale.

Stavolta la sensazione è quella dell’immersione in un crescente straniamento, un progressivo allontanamento della realtà simile a quello degli skaters sprofondati nella trance agonistica. Questa atmosfera sospesa, elemento più riuscito della pellicola, vive del connubio tra la fotografia pastosa – la pellicola è girata in parte in Super 8- e le scelte musicali, tra cui è impossibile non citare gli omaggi a Elliott Smith e a Federico Fellini.

***

[20-12-2007]

 
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