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Il tesoro dell'antica Praeneste

750 manufatti recuperati dalla finanza

Oltre 750 manufatti provenienti da una necropoli Prenestina sono stati recuperati dagli uomini del comando provinciale della guardia di finanza di Roma, opere che facevano parte del corredo sepolcrale di una sepoltura gentilizia saccheggiata la scorsa estate a Palestrina, l'antica Praeneste. La finanza da tempo era sulle tracce dei tombaroli che rivendevano a cifre astronomiche i reperti.

Si tratta di giade, topazi, una ricca rassegna di balsamari in pregiato alabastro per unguenti e profumi, vasi dalle eclettiche decorazioni, anfore da vino e per derrate alimentari che evocano antiche rotte del mediterraneo recuperati al termine di indagini condotte anche con il contributo scientifico delle soprintendenze competenti.

Il sepolcro, vicino ad uno scavo scientifico curato dalla soprintendenza per i beni archeologici del lazio, era stato violato dal proprietario del fondo agricolo che aveva pensato bene di rivendere i preziosi manufatti ritrovati immettendoli sul mercato illecito.

I reperti attraverso una serie di articolati passaggi e transazioni fittizie, sarebbero confluiti nelle collezioni non
censite, dispersi inevitabilmente nell'indotto clandestino. Il responsabile è stato denunciato e dovrà rispondere di ricettazione e di altre violazioni correlate alla detenzione illegale di materiale archeologico.

[14-12-2007]

 
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