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Sicurezza e degrado

consiglio straordinario in Campidoglio

Un degrado dilagante, rappresentato da bambini ridotti in schiavitù, donne in vendita, gente che si arrangia e che vive in baraccopoli nelle periferie abbandonate e invase dalla sporcizia. Sono i capi di accusa che Alleanza Nazionale ormai da tempo cavalca in Consiglio Comunale per dare l’idea di un’amministrazione comunale che sotto il profilo della sicurezza non ha lavorato bene.

Accuse false, figlie di un’opposizione che l’ormai ex senatore Goffredo Bettini definisce ‘coatta’ e di cui Roma non ha bisogno. È indubbio che i problemi ci sono e l’odierno Consiglio straordinario sulla Sicurezza ne è la prova più evidente a livello istituzionale. Convocato, poi rimandato dopo la drammatica vicenda di Giovanna Reggiani, l’assise comunale resta il terreno di confronto fra posizioni molto distanti fra loro forse più per partito preso che per le effettive differenze.
Non c’è soltanto AN a presentare capi d’accusa: l’UDC che avanza 10 proposte alternative rende il dibattito molto più aperto e, forse, convergente verso le linee del ‘fare’.

Staremo a vedere: soprattutto se all’indomani dell’assemblea straordinaria alle parole seguiranno i fatti dando, ai cittadini romani e non, l’idea che la Capitale non è divisa in un Centro-vetrina e una periferia da nascondere, silenziosa. Fermo restando che un Comune, nella fattispecie la Capitale di un Paese Europeo, deve ricevere dal Governo non solo i poteri ma anche le risorse necessarie per far fronte alle diverse problematiche con cui la città eterna deve misurarsi quotidianamente e di cui la sicurezza, forse, rappresenta più una conseguenza che una causa.

[03-12-2007]

 
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