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Ratatouille

di Brad Bird

di Svevo Moltrasio

Il topo Remy è appassionato di culinaria: ama mangiare bene e sogna di diventare un grande cuoco. Diverse disavventure lo metteranno nella condizione di esaudire il proprio desiderio.

Nuovo capitolo d’animazione dell’accoppiata Pixar e Walt Dinsey, RATATOUILLE (il nome di una ricetta) è affidato a Brad Bird, già regista de GLI INCREDIBILI. Nonostante l’accoglienza positiva della critica, il film non è riuscito ad imporsi al box office americano, con incassi leggermente al di sotto della media. I temi cari del cinema targato Pixar ci sono tutti, dal viaggio alla contrapposizione di mondi diversi, e qui si torna anche alla divisione equa tra personaggi animali, i simpaticissimi topi, e umani.

Dopo una breve prima parte ambientata nella campagna, costruita con un susseguirsi di scene d’azione, la storia si sposta in una Parigi meravigliosa dove anche i toni della narrazione si fanno più pacati. Il sodalizio che si crea tra due, almeno apparentemente, orfani, ovvero il topolino Remy e il timido Linguini, oltre a riecheggiare diverse citazioni, pensiamo al Cyrano, segna anche il solito percorso di riscossa tanto caro al cinema Pixar. Gli ingredienti sono sempre gli stessi, con una forte ventata di malinconia che invita a riscoprire vecchi sapori, qui gli antichi piatti culinari anche quelli della mamma, contro l’imbarbarimento e la banalità del moderno, ovvero i surgelati.

Ma non è tutto qui: il richiamo ad una maggiore attenzione nelle proprie scelte, la semplicità che si può nascondere dietro ad un capolavoro, e l’invito allo spirito di gruppo, sono altri temi del film, tutti riferimenti che non si faticano ad accostare allo stesso cinema. E ancora l’opera si articola su di una serie di personaggi di contorno estremamente indovinati, dal fratello fannullone di Remy, allo chef Skinner, passando per la ragazza moderna e battagliera di cui si innamora Linguini. Citazione a parte per il critico Anton Ego che, sebbene in scena per pochissimi minuti, oltre a rientrare tra i ritratti in assoluto più indovinati della Pixar, è anche il tramite per la bellissima chiusa del film che rispolvera un altro valore, con il trasloco dal maga ristorante all’umile trattoria. Straordinaria la qualità visiva che segna un grande passo avanti nel digitale: la definizione dei personaggi e le scene di fughe e inseguimenti, lasciano a bocca aperta.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - Pixar - animazione
 

[04-11-2007]

 
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