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L'addio a Giovanna Reggiani

''giustizia, non odio e intolleranza''

Corone di fiori adagiate sul sagrato della chiesa Sacro cuore di Cristo Re, a viale Mazzini, dove alle 11 è stato celebrato il funerale di Giovanna Reggiani, la 47enne aggredita martedì scorso e morta la sera del 1 novembre all'ospedale Sant'Andrea. Centinaia di persone all'interno e molte anche fuori, per portare un saluto alla vittima della violenza.

I funerali, cominciati alle 11 e terminati poco dopo mezzogiorno, sono stati celebrati, per volontà della famiglia, con rito valdese a partecipazione ecumenica, per rispettare la fede valdese di Giovanna Reggiani e quella cattolica del marito. Ed è stata la moderatrice della tavola valdese Maria Bonafede a chiedere giustizia e a mettere in guardia dal rischio dell'intolleranza verso gli immigrati. "La giustizia - ha detto Bonafede - deve fare il suo corso. Punire i colpevoli. Va detto no all'intolleranza e al razzismo".

Parole tanto più significative all'indomani della spedizione punitiva contro un gruppo di romeni di Tor Bella Monaca. L'invito è stato poi rilanciato dal cappellano della Marina Fabrizio Benvenuti: "Sento parlare sui giornali di intolleranza, vogliamo giustizia e non intolleranza che è una malaerba".

Alla fine della cerimonia il feretro è uscito accompagnato da un lungo applauso. Sporadiche e fuori posto alcune voci che chiedevano "vendetta" e "pena di morte per gli assassini".

"Dalla chiesa del Cristo Re, si sono innalzate parole che hanno chiesto giustizia mai vendetta, fermezza mai intolleranza, rigore mai odio. Quelle parole, tutta la città di Roma, le condivide e le fa proprie" ha poi commentato Veltroni. Alcuni politici di destra lo accusano di essere uscito da una porta secondaria.

Dopo la cerimonia funebre anche Giovanni Gumiero, marito di Giovanna, ha voluto lanciare un appello alla tolleranza: "Sappiamo e dobbiamo distinguere le persone, un rom da un rom, un romeno da un romeno, un italiano da un altro italiano", ha detto al ministro Parisi.

[03-11-2007]

 
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