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Sicurezza nelle grandi città

via libera al provvedimento del Governo

Più poteri ai sindaci e lotta alla criminalità nelle grandi città, in primis Roma. Il provvedimento messo a punto da Palazzo Chigi e approvato questa mattina si propone di andare incontro alla domanda di maggiore sicurezza, registrata dal governo soprattutto nelle città. L’equilibrio, difficile da ottenere, è quello di ottenere un giro di vite contro l’illegalità senza però attuare una repressione indiscriminata.

I responsabili di delitti che provocano allarme sociale come rapine e violenze sessuali andranno a giudizio immediato.
Le norme studiate dal governo prevedono un inasprimento delle pene per chi sfrutta l’accattonaggio o riduce in schiavitù : si rischia il carcere fino a tre anni e la perdita della patria potestà . tre anni anche a chi usa internet per adescare minori.
Per quanto riguarda le limitazioni al diritto di ingresso e di soggiorno dei cittadini comunitari, rese necessarie dalla gran mole di reati commessi dai cittadini dell’est Europa, c’è la possibilità, da parte del prefetto competente secondo la dimora dell’interessato, di allontanamento dal territorio nazionale.

Ai sindaci viene riconosciuta una maggiore facoltà di intervento , con la possibilità di adottare misure urgenti al fine di prevenire e eliminare percioli che minacciano l’incolumità e la sicurezza dei cittadini. Una norma ancora vaga che però non sembra trasformare in sceriffi i primi cittadini. Sicuramente preziosa la possibilità riconosciuta alla polizia municipale di accedere alla banca dati della polizia che riguarda i documenti di identità rubati o smarriti e i veicoli rubati.
In materia di lavoro e commercio poi la volontà della maggioranza è quella di colpire il capolarato e chi sfrutta il lavoro nero, responsabile oltretutto di tante morti bianche.

Nel campo della contraffazione vengono aggravate le pene a carico dei grossisti di merce taroccata, ma anche di chi vende al dttaglio, anche se la volontà è quella di punire più chi sta dietro al commercio illegale che il semplice ambulante.

 
 

[30-10-2007]

 
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