Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
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Rieti domina il derby

Roma battuta in casa 76-86

Cade la Virtus, proprio quando non te lo aspetti, in casa contro una Sebastiani Rieti brava, fortunata, e in alcuni frangenti aiutata dalla terna arbitrale. Ci si aspettava di vedere una Virtus solida, invece sono stati nuovamente fatti parecchi passi indietro, tanta confusione, scarsa lucidità, poca cattiveria ( dal punto di vista agonistico, ovviamente). Male, malissimo i lunghi, troppo morbidi contro i muscoli di Rieti, esterni a tratti incommentabili nelle letture del gioco, seconde linee che combinano più danni che altro, insomma un mezzo disastro. In tutto ciò, Repesa espulso nel terzo periodo per doppio fallo tecnico, e Saibene che gli subentra e non azzecca una sostituzione nemmeno a pregarlo. Poi c’è il capitolo arbitri: se la Legea Scafati, si è permessa di fare un dvd per i presunti torti arbitrali subiti durante la partita contro la Lottomatica, Roma potrebbe mettere in commercio una trilogia intera con dvd pieni zeppi di torti subiti. Ieri sera è stato toccato davvero il fondo, non è francamente tollerabile che gli uomini in grigio riservino in maniera sistematica questo trattamento alla Virtus, mancando oltretutto di rispetto a tutti coloro che comprano il biglietto credendo di assistere ad un incontro leale, e non ad una colossale presa in giro. Ora basta, da amanti della pallacanestro pretendiamo di assistere a partite non compromesse da scellerati arbitraggi, la Lega deve intervenire, e lo deve fare ora.

Passiamo alla gara: agghiacciante partenza di Roma che in campo non sembra esserci. La Sebastiani assomiglia tanto ai Chicago Bulls degli anni ’90, la Virtus ad una squadra di Legadue. Contro le difese di Lardo i giocatori virtussini vanno nel pallone, forzano, sbagliano tiri comodi, perdono palla, mentre Rieti gioca divinamente con Finley, Sow ed Helliwell sugli scudi. Risultato, 6-23 per la Solsonica, con Roma che tira con un imbarazzante 2/17 dal campo. Nel secondo quarto, la Virtus, nonostante una quantità enorme di canestri facili concessi a Rieti, con molto cuore torna in partita, riuscendo finalmente a trovare uno straccio di attacco. Lorbek, Fucka e una tripla allo scadere di Gabini tengono in vita Roma, portandola sulla sirena fino al -7 (35-42).

Il terzo periodo cominica con una Virtus molto determinata, che grazie ad Ukic torna a contatto prima, e sorpassa poi Rieti grazie ad un gioco da tre punti (43-42). Sembra possa cominciare una partita nuova per i capitolini, che però non riescono a scappare via, sia per banali errori in attacco, sia per il grande controllo del ritmo imposto da Rieti. Si rimane punto a punto, fino a che un mastodontico fallo su Giachetti non sanzionato, regala a Rieti due comodi punti, facendo gridare allo scandalo il Palalottomatica e la panchina romana.. Repesa perde la testa, si becca un doppio fallo tecnico e abbandona la gara. Roma vacilla dopo i liberi di un glaciale Finley, e chiude il quarto sotto 57-66. Nell’ultimo periodo la Virtus manca svariate volte il tiro che avrebbe riaperto i giochi, mentre Rieti impeccabilmente, è abile a tenere sempre a distanza di sicurezza Roma. Saibene, nei momenti decisivi, se la gioca con Giachetti e Hawkins contemporaneamente in campo( 6 punti in due, semplicemente inguardabili); è una mossa suicida per Roma, che non vede mai il canestro se non con Lorbek, che però è assente quando c’è da difendere. Nonostante tutto la Lottomatica ha la grande occasione con Stefansson di andare ad un possesso dalla Sebastiani, ma l’islandese, da solo in contropiede, sbaglia una tripla facile facile. Da quel momento solo Rieti in campo, che chiude definitivamente i giochi prima, con una terribile schiacciata di Pape Sow (18 punti + 14 rimbalzi), che riporta i sabini sul +9 (72-81), e poi con 6 punti consecutivi di Finley in faccia a Giachetti( che dava l’impressione di esser capitato in campo quasi per caso). Scorrono così i titoli di coda sulla partita. Possono festeggiare i numerosissimi tifosi di Rieti, capaci di far giocare praticamente in casa una Solsonica a tratti incontenibile. Per Roma, invece, tutto da rivedere, a partire dalla squadra, che troppo spesso manca di raziocinio nei momenti caldi, per arrivare ai tifosi (pochini, per la verità) che hanno, per l’ennesima volta, dovuto assistere al Palalottomatica, ad una gara praticamente giocata in trasferta.

 

Marco De Leo

[29-10-2007]

 
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