Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
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Lottomatica Roma- Pierrel Capo d'Orlando 84-72

Sta crescendo Roma, lentamente , ma sta crescendo. Ieri sera ne ha avuto dimostrazione pratica una Pierrel Capo d’Orlando combattiva ma poco lucida, incapace di reagire nel momento in cui la Virtus ha deciso di spingere sull’accelleratore. Roma dopo 18 minuti da semplice figurante in campo, ha –finalmente- mostrato i muscoli, lasciando le briciole a Capo d’Orlando, prendendosi di forza i due punti, e riducendo il quarto periodo ad un lungo garbage time. Per la prima volta in questa stagione ha brillato la stella di Allan Ray, ieri imprendibile tra terzo e quarto periodo per i giocatori siciliani, che ha incantato i tifosi romani con giocate di assoluta bellezza.

Passiamo alla gara. Il primo quarto, come al solito, è a favore della squadra ospite; Roma attacca pigramente la difesa a uomo orlandina, senza troppa convinzione, mentre dalla parte opposta Fucka & Co. non riescono a fermare Wojcik, che dal post guida l’attacco siciliano. Ad un minuto dalla sirena il punteggio è eloquente, 10-15 per Capo d’Orlando, la Virtus non fa mai canestro, la Pierrel controlla il ritmo. Tuttavia nell’ultimo minuto gli arbitri rianimano la gara, iniziando a fischiare il primo, dell’infinita serie di falli tecnici; in questo frangente a pagare la nuova politica è Slay, Roma ne approfitta prima con Ray (2/2 ai liberi), poi con Ukic che segna in penetrazione. Arriva però la beffa sulla sirena per i romani, con Diener, che spara la tripla del 14-20.

Secondo quarto, che, specie all’inizio, è caratterizzato dalla grande confusione. Roma non riesce proprio a giocare con un minimo di raziocinio, e la Pierrel non sa approfittare del momento non favorevole romano. Grazie ad una imbarazzante serie di liberi sbagliati ( 7/17 nei primi due quarti, 2/8 nel solo secondo periodo), Capo d’Orlando non scappa, e si mantiene sempre avanti con un esiguo margine di quattro punti. La partita, tuttavia, al momento viene monopolizzata dalla discutibile terna arbitrale ( errori su tutto l’arco dei 40’, da tutte le parti ), che fischia prima un tecnico a Diener, replicando poco dopo con Gabini, entrambi colpevoli (secondo gli uomini in grigio) di aver accentuato contatti lievi, puniti, probabilmente, per una sorta di simulazione. La svolta della gara, però, arriva a 1’ e 28" dalla fine del primo tempo: con Roma sotto 27-34, Repesa piazza una zone press che manda in tilt l’Orlandina. Gli ultimi 60 secondi sono concitatissimi, la Pierrel perde tre palloni sulla zone press romana, Gabini infila due triple pesantissime, e il resto lo fanno dalla lunetta Lorbek e Ukic. Capo d’Orlando trova solo un punto con Wojcik, e chiude il primo tempo sotto 39-35.

Il terzo periodo è devastante per i siciliani. Roma gioca 10’ di perfetta pallacanestro, difesa forte e aggressiva, ottimo contropiede ( Hawkins e Ray in campo aperto non sono fermabili), giochi a due eseguiti con puntualità. Ukic guida con sicurezza la squadra, e dopo 3’ Roma è sul 46-35, ma un tecnico a Fucka (questo davvero incomprensibile) dà nuovamente linfa alla Pierrel (50-40). Purtroppo per i siciliani, Roma mostra una determinazione feroce e con il contropiede e il pick’n roll eseguito da Ukic, Ray e Fucka, spacca in due la gara toccando il +21 (61-40), con un canestro dalla media di Tonolli. L’Orlandina è nel pallone, e cerca di limitare i danni, ma il quarto si chiude sul 67-46, con un parziale romano di 28-11. Nota colorata della terza frazione è, comunque, l’annuncio, da parte dello speaker, della vittoria nel mondiale di F1 di Raikkonen, che genera comprensibile euforia sugli spalti. L’ultimo periodo, come già accennato, è solo garbage time. Rimangono, tuttavia,da segnalare alcune cose. La prima, credo la più importante, riguarda l’atteggiamento della Virtus: tirare a 8’ dalla fine i remi in barca potrebbe essere rischioso, specie contro squadre più competitive, che tornate ad una distanza meno proibitiva potrebbero fare brutte sorprese ai romani. Altra segnalazione è la splendida dimostrazione di tiro oltre l’arco di Allan Ray ( 4/8 da tre), letale se gli si concede un centimetro di troppo, mentre è stata molto negativa la prestazione di Giachetti, caotico e distratto sia nella fase offensiva che in quella difensiva. Gloria, infine, anche per il giovane Casale, che entra in campo nell’ultimo minuto di gioco realizzando un punto dalla lunetta. Finisce 84-72 per Roma, che con questo risultato sale a quota 8 in classifica, rimanendo a -4 dall’imprendibile Montepaschi Siena di inizio stagione.

 

 

Marco De Leo

[22-10-2007]

 
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