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Tango romano
 
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Dangeon e Milonghe

Sono ancora io, Mark.
Cornelia mi ha scritto una mail da New York. Non va a ballare il Tango, ma frequenta certe Dangeon! Ci andavo anch’io qualche anno fa. Cos’è una Dangeon? E’ il contrario esatto di una Milonga: ci si tocca senza toccarsi per centesimi lunghi ore. Nella Milonga ci si abbraccia, col cuore forse, ma non con la mente. Le anime sono impalpabili, non hanno bisogno di aderire a corpi Così chi va nelle dangeon è già levitato, sintonizzato, per meglio dire, su certe frequenze. Le frequenze della Milonga sono quelle della terra, della gravità, del flirt. Anche la musica non è astrale, ma carnale; come si dice nel luogo comune, passionale.

Così sabato sera vado a ballare e stringo a me corpi nel gesto simbolico proprio del Tango, che è il possesso. Poi me ne sto un po’ seduto ad osservare e spontaneamente mi torna alla mente un pensiero di Emily Dickinson: “La bellezza svanisce quando si tenta di possederla, quando ce ne si dimentica, appare”.

Si avvicina una, mi si siede accanto, si toglie le scarpe, mi guarda e sorride.

Mark

[09-10-2007]

 
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