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Il Buio nell'Anima

di Neil Jordan. Con Jodie Foster, Terrence Howard

di Svevo Moltrasio

Una speaker radiofonica di successo si ritrova in coma e vedova dopo aver subito un’aggressione per mano di alcuni teppistelli. Appena si risveglierà, la paura e il desiderio di vendetta saranno forti. Prodotto anche dalla protagonista Jodie Foster, IL BUIO NELL’ANIMA segna una nuova pellicola in terra americana per il regista irlandese Neil Jordan dopo l’episodio dello scorso anno, quel BREAKFAST ON PLUTO girato in patria.

Il film segue un certo cinema di genere diffuso negli anni 70 e primi 80, dove il poliziesco s’intrecciava con il giustiziere solitario e dove le pistolettate nelle metropoli americane erano all’ordine del giorno. L’incubo in cui cade la speaker radiofonica, dall’aggressione in cui perde la vita il futuro marito, allo stato di disperazione e paura susseguente al risveglio dal coma, è un crescendo d’ansia raccontato da Jordan tramite la fisicità della Foster, il cui corpo resta sempre segnato e magro, con un volto scavato ed inquieto. La città, amata ed esplorata dalla protagonista, si trasforma in ambiente ostile dove la paura è ad ogni angolo di strada. Ecco allora inevitabile l’acquisto di una pistola per autodifesa.

E da qui il film prende una piega difficile: se già Jordan non aveva mostrato grandi idee nella prima parte del film, con ripetuti e rumorosi flash back, il secondo segmento lascia assolutamente interdetti. Nel raccontare la trasformazione della candida protagonista in giustiziere spietato, il regista inizialmente si concede alcuni dubbi e rimane in un’atmosfera inquieta e notturna che può affascinare, ma il progredire delle convinzioni del personaggio, con un finale dall’insopportabile messaggio vendicativo, pongono serie preoccupazioni sulla lucidità mentale di Jordan e della stessa Foster. La scena finale, in cui la protagonista ritorna sul luogo della tragedia e a testa alta esce dal metaforico tunnel, avremmo preferito non doverla mai vedere.

*1/2

 

[07-10-2007]

 
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