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Tombarolo Professionista Arrestato dalla Finanza. A casa Aveva un Laboratorio di Recupero Reperti

Era un professionista, uno che a cercare i reperti ci andava con il metal detector, la guardia di finanza ne ha sequestrati tre insieme a quasi 9.000 pezzi di epoca etrusca e romana, roba da museo e dal valore inestimabile.

Il tombarolo di professione è un pensionato di 74 anni che come copertura aveva una bancarella a Porta Portese, sotto banco però ogni tanto mostrava un campione della sua collezione. Vendeva poi su commissione, era lui stesso a portare i reperti a casa dei collezionisti, ed è proprio durante una di queste consegne che i baschi verdi durante la notte lo hanno fermato trovando nel portabagagli tre borsoni pieni di oggetti di 2.000 anni fa. Poi la perquisizione nel suo appartamento nella zona di Porta Furba. Qui gli agenti hanno trovato un vero e proprio laboratorio per il restauro, i pezzi rubati dagli scavi venivano ripuliti, riassemblati e poi rivenduti al mercato nero.

Nel "catalogo" del tombarolo c'erano 2.000 vasi perfettamente integri, frammenti di vasellame in terracotta etrusca e romana, tessere da mosaico, frammenti di marmo per costruire mosaici coppe anfore, maschere, frammenti di sculture e colonne di travertino, oggetti in rame e in bronzo utilizzati dai romani 2.000 anni fa.

Le indagini sul mercato nero dei reperti archeologici sono ancora in corso, nei prossimi giorni potrebbe essere ricostruita la rete di distribuzione a cui apparteneva il 74enne arrestato. Il cacciatore di reperti è stato denunciato per appropriazione indebita di beni culturali appartenenti allo stato e violazione in materia di ricerche archeologiche.

 
 

[27-12-2005]

 
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