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Far west al Nomentano

caccia ai sicari

Mentre i romeni che hanno ucciso a colpi di pistola un loro connazionale e ferito gravemente altri due rimangono ignoti e impuniti cresce la preoccupazione tra i residenti del quartiere africano. La sparatoria della scorsa notte ha rappresentato solo l’apice di una situazione che gli abitanti denunciano da tempo: microriminalità diffusa, degrado, con la necessità di piu’ controlli, di piu’ presenza delle forze dell’ordine.

Una situazione che certamente non appartiene solo alle aree attorno a viale Libia, viale Eritrea o via Somalia, ma a tutta Roma, a tutta Italia. Ora più che mai gli episodi di criminalità di cui sono protagonisti gli stranieri diventano intollerabili: gocce che fanno traboccare vasi a cui le istituzioni e forze di polizia devono dare risposte concrete.

E’ stato cosi’ per la banda di rumeni che per compiere rapine colpiva ferocemente alla testa le vittime con dei bastoni. 4 episodi, poi gli arresti dopo poche settimane. Risposte concrete per far recuperare ai cittadini la fiducia e la tranquillità; risposte per arginare finche’ si è in tempo le organizzazioni criminali di stranieri. Lo ha capito il prefetto Carlo Mosca, che proprio in un’intervista rilasciata 3 giorni fa a romano nel programma blog aveva individuato come priorità rendere Roma una citta’ piu’ vivibile, cercando anche di far cambiare la percezione di insicurezza diffusa tra i cittadini. Tra i primi obiettivi del Prefetto la gestione dei nomadi – partendo da un censimento serio – e la prostituzione – con l’eliminazione della schiavitù delle donne.

Intanto la squadra mobile della capitale segue le tracce della criminalità rumena e del regolamento di conti interno per arrivare agli assassini del vialetto della stazione nomentana. Si analizzano i bossoli dei proiettili, si cercano testimoni, mentre uno dei feriti, forse, tra pochi giorni sarà in grado di parlare e di raccontare.

In carcere da ieri, e speriamo per diversi anni, i tre romeni per hanno violentato e malmenato tre coppie nella zona di Torvergata. Sebbene a febbraio scorso furono arrestati per violenza, sequestro di persona, riduzione in schiavitu’, induzione e sfruttamento della prostituzione, rapina, maltrattamenti e forto. Erano in liberta’ grazie al termine della decorrenza dei termini. Strane cose accadono in Italia.

La questura di Roma intanto ha reso note le generalità delle tra persone coinvolte nella sparatoria avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 settembre. Si tratta di: Alin Florin Batog, di 20 anni con precedenti per ricettazione; Stoica Daniel Alin di 25 anni, incensurato e Sava Mircea di 18 anni con precedenti per furto: gli ultimi due sono stati feriti mentre il primo è deceduto.

 
 

[28-09-2007]

 
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