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Severance Tagli al personale

di Christopher Smith. Con Claudie Blakley, Toby Stephens

di Narda Liotine 

La Palisade Defence, una fabbrica d’armi britannica, invita i suoi migliori dipendenti a trascorrere un fine settimana in Transilvania. Ma tra trappole infernali, presunti terroristi e lanciafiamme , il viaggio d’affari non tarderà a trasformarsi in incubo.

Smith, che con CREEP aveva recluso la scena nei limiti angusti della metropolitana di Londra, viene allo scoperto e ci riprova con una horror-comedy dalle infiltrazioni slasher. Il tentativo sembra quasi voler bissare il successo arriso del compatriota Edgar Wright con SHAUN OF DEATH (a casa nostra L’ALBA DEI MORTI DEMENTI). Eppure il nostro salta prontamente in serie B. Il suo primo horror, nonostante la regia ossessiva e la location ansiogena, non era francamente riuscito ad atterrire nessuno. Forse a sorridere, ma non era quello l’intento. A vestire i panni ufficiali dell’horror semi-serio è la pellicola in questione, impiantata nel solco della tradizione. La formula, tipica del giallo, è la solita, dai tempi del CASTELLO DEGLI SPETTRI di Paul Leni: un drappello di uomini vaganti per una landa desertica, trova rifugio in un edificio sinistro, teatro di storie terribili.

Ma, si sa, in certi casi tra leggenda e realtà il passo è breve. Qui il solito groviglio è arricchito senza troppa sapienza da poche manciate di umorismo, una buona dose di sangue posticcio e vagonate di falsi allarmi che non riescono a mettere a dura prova la nostra attività cardiaca. L’incedere noioso trova pace in pochi sparuti momenti di regia illuminata. Tre inserti di metacinema proposti in rapida successione rimangono degni di nota, un revival del cinema muto (ricorda, però, più un corto di Guy Maddin) che si annuncia con la consueta apertura ad iris dell’obiettivo, un frammento documentaristico e uno stralcio di commedia sexy , entusiasmano il pubblico per una mezza dozzina di minuti. Ma né questo, né l’espediente colto della circolarità del film, riescono a salvare le sorti di un horror troppo imbevuto di blanda comicità per essere credibile.

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[27-09-2007]

 
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