Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Crisi Alitalia

per il presidente Prato ''č uno stato comatoso''

Continua il calvario di Alitalia. La compagnia di bandiera, secondo quanto riferisce il , sarebbe in uno stato ‘comatoso’ e non in grado di pagare i 320 milioni di euro di finanziamenti da restituire entro il 2008 e i 714 milioni di prestiti obbligazionari da rimborsare entro luglio 2010. Una situazione sempre più grave per la quale sembra impossibile trovare soluzioni in tempi brevi tanto che ieri, di fronte alla Commissione Lavori Pubblici, Prato ha parlato quasi esclusivamente di piani di sopravvivenza.

Allo stato attuale Alitalia necessiterebbe al più presto di un forte alleato internazionale per tornare in acque più quiete. Altrimenti la prospettiva è esclusivamente rivolta verso una lenta, impietosa agonia. Agonia alimentata anche dal blocco di qualsiasi trattativa relativa alla cessione della Compagnia: la compagnia russa Aeroflot ha recentemente messo sul piatto un’offerta di un miliardo di dollari, che al cambio fanno 700 milioni di euro. Una cifra che non rispetta assolutamente il valore di mercato di Alitalia. Prato ha parlato anche dei tagli necessari di rotte e hub. In particolare è tornato sulla questione Malpensa che nei giorni scorsi ha provocato la forte protesta del presidente della Regione Lombardia Roberto Fromigoni. Alitalia, sostiene Prato, causa ‘rosso fisso’, “non può permettersi di mantenere due hub. E se si sceglie Fiumicino è perché ci sono più convenienze”. Per portare i passeggeri ad imbarcarsi dallo scalo milanese Alitalia perde tra i 150 e i 200 milioni di € l’anno: una spesa che potrebbe permettersi una compagnia sana, non la nostra. Stesso discorso vale per le rotte da tagliare, in particolare India e Cina: insostenibili dal momento che costano alla Compagnia perdite di 20/30 milioni di euro.

Ma i tagli necessari non si fermerebbero qui: Alitalia starebbe per disdire i contratti di lavoro, il che aprirebbe un nuovo periodo di scioperi che, certamente, non porterebbero ad un miglioramento della situazione: semmai, alla crisi totale di una Compagnia in cui, oggi più che mai, si respira aria di crack. A meno di sorprese dell’ultima ora.

 

 

[26-09-2007]

 
Lascia il tuo commento