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''Attacco'' alla baraccopoli

molotov contro nomadi sull'Aniene

A poche ore dal secondo assalto al campo nomadi di via Cicogna, il qurtiere di ponte Mammolo si divide; alcuni liquidano l'aizone incendiaria come "bestiale", altri fanno spallucce e commentano "se la sono cercata". Altri ancora sostengono di non sapere nulla. Martedì 4 molotov sono state lanciate contro il campo rom, mercoledì notte il secondo assalto, 40 persone a volto coperto hanno "attaccato" di nuovo l'insediamento, questa volta i carabinieri erano appostati e sono riusciti a fermare un pregiudicato di 40 anni. L'uomo è stato giudicato per direttissima e condannato ad 8 mesi di reclusione che sconterà agli arresti domiciliari.

Gli abitanti del quartiere condannano l'azione incendiaria, ma lamentano problemi di convivenza con i 30 romeni che vivono lungo l'Aniene, dieci baracche sorte lungo le sponde dopo lo sgombero effettuato dalle forze dell'ordine il 15 maggio scorso.

Il prefetto di Roma Carlo Mosca bolla come "inaccettabili comportamenti del genere da parte dei cittadini, non ci si può fare giustizia da soli". Di contro i cittadini sono esasperati per gli episodi di microcriminalità probabilmente riconducibili alla comunità che vive lungo il fiume :"Gli zingari hanno un atteggiamento arrogante, dicono di essersi comprati le sponde del fiume e le hanno recintate" racconta Stefania Viva, una residente del posto.

 
 

[21-09-2007]

 
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