Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
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Il pallonaro Roma
 
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Buona la prima

Grande esordio della Roma in Champions. Dinamo annientata.

L'esultanza dopo il gol di Perrotta

Due gol. Due pali. Primo tiro dell'avversario al minuto 77. E l'impressione è che sarebbe potuta andare ancora meglio. Ma chiedere di più sarebbe ingeneroso. Roma che straborda, se non nel risultato nel computo della gara. E che, soprattutto, dà un'immagine di grande maturità anche in Europa.

Spalletti sceglie Mancini dal primo minuto, al suo esordio stagionale, ed è l'unico cambiamento rispetto a Reggio Calabria. Al 9' è già gol: lancio di Totti per l'inserimento di Tonetto sulla sinistra, solito cross col contagiri e puntuale come una clessidra anche l'inserimento di Perrotta, che di testa da due passi insacca. Gara in discesa, e Roma padrona del campo, nonostante qualche passaggio di troppo sbagliato a centrocampo (ma c'è da essere pignoli...). Al 21' azione veloce Taddei-Totti, col capitano che scarica fuori e Tonetto di controbalzo che impegna Shovkovskyi. Sette minuti più tardi è Juan a sfiorare il gol (clamorosamente): palo da due passi su cross basso di Perrotta. E il primo tempo scorre con i giallorossi padroni del campo. Solida la coppia Mexes-Juan, mentre in attacco Mancini è in calo fisico.

Il secondo tempo si apre con gli stessi undici per la Roma, mentre tra gli ucraini c'è Diogo Rincon per Bangoura, infortunato. 4 minuti e Mancini va vicino al raddoppio: entra in area da sinistra e tira da posizione defilata, para Shovkovskyi. Forse uno scarico fuori ci stava meglio. Dopo un'azione in velocità con chiusura della difesa della Dinamo all'ultimo momento, al 17' è proprio l'ala brasiliana ad abbandonare il campo, in debito d'ossigeno, per Giuly. Un minuto dopo, ammonizione evitabilissima per Tonetto, che ritarda una rimessa laterale. Al 23' è proprio Giuly a procurarsi (e divorarsi) l'occasione d'oro, con Shovkovskyi che para a tu per tu. Poi, al 25', il sospirato (e meritato) raddoppio: errore a centrocampo degli ucraini, Perrotta lancia Totti che scatta sul filo del fuorigioco e infila il portiere con un diagonale. La Dinamo va in confusione, e le squadre lunghe favoriscono le ripartenze veloci dei giallorossi. Aquilani sfiora il terzo gol con un destro rasoterra dal limite. Poi l'unico, grande intervento di Doni, che devia il tiro del grande vecchio Rebrov (entrato per Michael) arrivato quasi a tu per tu. Escono Aquilani e Juan, sfinito ma ancora grande, ed entrano Pizarro e Ferrari. E resta il tempo giusto per una fucilata di Cassetti dai 30 metri, che si stampa ancora sul palo.

Sembra passato un secolo da quando in Champions era un'odissea contro chiunque, e a stento si passava il girone (vedi l'era Capello, che pure qualche campione lo aveva...). Impressionante è stato il volume di gioco. Impressionante come la Roma non abbia mollato per un minuto il pallino della gara. Impressionante, soprattutto, la scioltezza di una squadra che sembra abituata a vincere da una vita.

Simone Luciani

Roma: Doni, Cassetti, Juan (37' st Ferrari), Mexes, Tonetto, Aquilani (37' st Pizarro), De Rossi, Taddei, Perrotta, Mancini (17' st Giuly), Totti. A disp.: Curci, Cicinho, Brighi, Vucinic. All.: Spalletti.

Dinamo Kiev: Shovkovskiy, Markovic, Fedorov, Gavrancic, El Kaddouri, Gusiev (26' st Correa), Mikhalik, Yussuf, Michael (11' st Rebrov), Shatskickh, Bangoura (1' st Diogo Rincon). A disp.: Ribka, Ghioane, Rotan, Kleber. All.: Demianenko.

Arbitro: Hamer (Lussemburgo)

Reti: 9' pt Perrotta, 25' st Totti.

Note: spettatori 60.000. Ammoniti Yussuf, Tonetto.

[19-09-2007]

 
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