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Cos' l'antipolitica

Mi piacerebbe poter dire: non avete capito niente. Invece so bene che, a capire, avete capito. Eccome. Per questo voi giornalisti mi fate rabbia. Perché state cercando di sminuire – e a volte ridicolizzare – la spia di un malessere motivato e sano, che spero emerga presto in tutta la sua gravità. Beh, la spia in questione sarebbe Beppe Grillo.

Dopo l’otto settembre incontro con una frequenza straordinaria, sulle colonne dei quotidiani e nei servizi dei tg, una parola che può assumere arbitrariamente tutti i significati del mondo: la parola è “antipolitica”. Brrr, che suono cupo. Quasi millenaristico. A sentirla come la pronunciano alcuni nostri parlamentari, sembrerebbe l’invocazione dell’anticristo (perché forse loro si considerano vicini a Dio, se non direttamente l’unica, legittima incarnazione della Politica).

Dunque, Beppe Grillo sarebbe l’”antipolitica”. Giusto ieri, qualche sinistro “politico” ci ha messi tutti in guardia accostando il fenomeno Grillo all’emergere del fascismo, quando il Pnf mutuava dal socialismo alcune idee care alla sinistra. Che meraviglia. Addirittura tirano fuori di panni sporchi quel vecchio anatema sessantottino – ormai demodé – caro a certi occupatori ieri di facoltà universitarie e oggi di seggi parlamentari: “non sei d’accordo? Allora sei un fascista!”. Wow.

E’ chiaro che si strilla forte quando si ha timore. E Grillo fa paura. Ma non per la sua petizione, per le sue iniziative o per una sua eventuale candidatura politica. Beppe Grillo fa paura perché in questo momento rappresenta la gente, perché emerge dalla gente, è portato sul palmo dalla gente. Gente che non segue più questi sedicenti politici – che con la Politica hanno poco o niente a che fare – che li percepisce come dei bugiardi – perché lo sono – come degli arroganti privilegiati – privilegi inutili, ingiustificati - che chiedono al Paese di tirare la cinghia mentre loro acquistano palazzine nel centro di Roma a prezzi vergognosi, mentre volano al Gran Premio con l’aereo presidenziale, mentre appaltano servizi a società di cui loro stessi sono i principali soci. Tutto ciò come fosse normale, naturale. Senza un briciolo di pudore, ma con l’arroganza e l’aggressività del sovrano verso i propri sudditi, o meglio del cane attaccato all’osso. Questa è stata l’impressione avuta – per fare un esempio recente – dalle risposte date all’opinione pubblica dal ministro Clemente Mastella, dopo l’inchiesta de L’espresso. E vogliamo parlare di “Svendopoli”? Cosa volete che pensi una studentessa come me, fuori sede a Milano con un affitto di 550 € al mese per una stanza, quando legge che il disonorevole Casini acquista intere palazzine ai Parioli a prezzi ridicoli? Volete che io rispetti questi traffichini? No. Ho più rispetto per il parcheggiatore abusivo che mi squarcia le ruote della macchina perché non pago il suo pizzo micro-criminale. Almeno lui rischia l’arresto. Casini no. Lui rappresenta il L-e-g-i-s-l-a-t-o-r-e. In un paese normale, civile, democratico, Beppe Grillo non dovrebbe esistere. Perché? Perché non dovrebbe esserci neppure un Pierferdinando Casini. Perché un Mastella dovrebbe dimettersi rosso di vergogna. E i giornali li farebbero a pezzi, mentre voi li intervistate ad altezza cintura (con i dovuti distinguo, è ovvio). Questo è il mio Paese. Questa è la mia classe dirigente – che, come dice un mio caro amico, è più che altro una classe “digerente”. E allora, dal Devoto-Oli, alla voce “antipolitico” (antipolitica non esiste): «Avverso alla politica. Politicamente inefficace o addirittura controproducente». Voilà. Stando alla seconda definizione – perché siamo d’accordo che nessuno, qui, è avverso alla politica, altrimenti non ci immergerebbe la braccia fino alle spalle – gli unici ad essere “antipolitici” sono i signori di cui sopra. Politicamente inefficaci. Anzi, controproducenti.

Grillo sicuramente ha il suo modo di dire le cose. Con la bava alla bocca, con gestualità teatrale ed espressioni da istrione navigato. Però la sua strategia comunicativa – che vi ha tutti contro! – è vincente. E le vergogne che denuncia vanno messe a nudo, con tanto di pars construens a seguito. I sedicenti politici – al massimo dei pessimi amministratori di condominio – hanno dalla loro tutti i megafoni mediatici. Tranne uno, l’unico rimasto libero: la Rete. Grillo ha sfruttato questo spazio, che se amministrato bene può dare un’eco enorme. Lui l’ha saputo amministrare, evidentemente. Ha capito che la misura è colma, e che la questione della legalità è la madre di tutti i problemi italiani.

Grillo non è contro la Politica. Semmai è contro alcuni sedicenti politici, che hanno nomi e cognomi precisi, e spesso condanne definitive cui sfuggono dalla finestra istituzionale. Mentre pretendono di dare lezioni di etica politica agli Italiani. Loro, che scrivono le leggi per poi soffiarcisi il naso.

Se pure Grillo non fosse mai esistito, questa classe politica continuerebbe ad essere comodamente adagiata dove si trova. Credete che le persone siano idiote? Che tutti si lascino lobotomizzare da montagne di chiacchiere e volgarità? Non confondete la stanchezza di chi lavora tanto e guadagna poco con stupido disinteresse. Le nuove generazioni si confrontano con il resto d’Europa, vedono come funzionano le cose altrove. La protesta, allo stato attuale, è come un torrente: si muove rasoterra, ma se gli si chiude un varco, presto o tardi se ne aprirà da solo un altro. L’importante è che riesca ad aprirselo presto. Perché se dovesse essere troppo tardi, chissà che il torrente non diventi un fiume, o una piena. E la piena, si sa, quando passa non guarda in faccia nessuno.

Libera Mary

[18-09-2007]

 
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