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Allarme turismo

l'Italia resta ferma, -2% sul mercato dei viaggi

Prezzi troppo alti, alberghi poco capienti e una qualità sulla quale bisogna puntare di più. Questa in sintesi, l’analisi compiuta dal servizio studi di Bnl sul turismo italiano. Un settore che rappresenta la seconda voce del prodotto interno lordo del paese ma che a giudicare dai confronti internazionali, ha necessariamente bisogno di un restailyng.

Negli ultimi 11 anni infatti l’Italia ha visto ridursi di circa 2 punti percentuali la propria quota sul mercato mondiale passando dal 6,8 % del 95 al 4,9 del 2006. Nello stesso lasso di tempo la Cina ha invece quasi raddoppiato il proprio pacchetto turistico scavalcando l’Italia nella classifica mondiale, classifica dominata dalla francia e nella quale anche la spagna ha recuperato posizioni.

Insomma nella corsa ai primi posti l’Italia resta ferma e questo secondo il servizio studi di bnl per almeno tre motivi.
Il primo è sicuramente l’effetto del rincaro portato dall’euro. Il turismo internazionale in entrata in italia e’ infatti particolarmente sensibile all’andamento dei redditi. Se la vita e’ cara si rimane a casa, mentre se l’offerta è buona e accessibile la domanda sale. A proposito di buona offerta. Nel confronto con l’estero gli alberghi italiani sono in maggioranza di piccole e medie dimensioni, dunque la capacità ricettiva dell’Italia è un altro elemento che condiziona il freno al nostro turismo.

[11-09-2007]

 
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