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Sicko

di Michael Moore

di Narda Liotine 

Può il Paese più ricco del mondo vantare il sistema sanitario più discriminatorio e inefficiente?
Certo. Negli Usa garantirsi una copertura assicurativa non è sufficiente. Qualcuno, nel caso dovessi averne bisogno, verrà a raccontarti che l’assicurazione non copre le tue spese mediche. Al contrario nel vicino Canada, nel Regno Unito, in Francia e, infine, nella innominabile Cuba, il sistema sanitario nazionale sembra funzionare. E bene.

Dopo BOWLING A COLUMBINE e FAHRENHEIT 9/11, Moore accende i riflettori sul sistema sanitario. SICKO è il documentario che abbiamo rischiato di non vedere. Ancora a maggio, mentre la pellicola veniva proiettata fuori concorso al festival di Cannes, le autorità del Ministero della Difesa indagavano sulla sua presunta violazione dell’embargo verso Cuba per i cittadini statunitensi e una copia del film volava in Canada per assicurarsi da un possibile sequestro.

In SICKO ritroviamo un Moore decisamente sottotono, ma la ragione non tarda a svelarsi. Il regista, pur non occupando più la scena, lasciando che siano le testimonianze e le interviste raccolte a sintetizzare il suo sarcasmo e il suo sdegno nei confronti dell’ennesima piaga del sogno americano, il meno irruente Moore è, tuttavia, dappertutto quando diluisce in trovate comiche una medicina troppo amara da mandare giù. Così un inserto à la STAR WARS non è né un errore né un’indelicatezza ma il reportage dolce-amaro di un paradosso sanitario.

Il metodo documentaristico del celebrato Moore, basato su una straordinaria alchimia di intrattenimento ed informazione, sembra vacillare tra facili patetismi e indagini parziali della situazione, mentre l’analisi comparativa tocca ripetutamente le corde emotive dello spettatore fino allo spaesamento. Ma la pellicola funziona meravigliosamente e l’informazione dilaga.

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[09-09-2007]

 
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