
Un mistero lungo diciassette anni. La morte di Simonetta Cesaroni in via Poma, a Roma, è un giallo mai chiarito, che ora si arricchisce di un nuovo colpo di scena: Raniero Busco, ex fidanzato della ragazza è indagato per omicidio volontario per l'uccisione con 29 coltellate della ragazza il 7 agosto 1990. Oggi è stata depositata la perizia disposta dal pubblico ministero.
Gli uomini della Scientifica, grazie alle moderne tecnologie a disposizione, hanno scoperto che le tracce di saliva ritrovate sul corpetto e sul reggiseno della ragazza appartengono all’ex fidanzato di Simonetta. Una novità questa che però non sembra avvicinare gli investigatori al colpevole dell’omicidio. Sembra infatti che l’esame delle piccolissime tracce di materiale organico, rilevate dagli investigatori sul vetro dell’ascensore e nel lavatoio condominiale, non abbiano fornito risposte utili alle indagini. Inoltre le tecniche scientifiche, per quanto sofisticate, non consentono di stabilire a quando risalgono le tracce di saliva. Renato Busco, interrogato subito dopo il delitto, aveva ammesso di avere visto Simonetta il giorno prima della sua morte. I residui di saliva dimostrerebbero dunque soltanto che i rapporti tra i due erano “molto intimi”, così come lui stesso aveva raccontato agli inquirenti. Ancora da verificare resta il suo alibi. L’ora della morte di Simonetta era stata fissata tra le 17.30 e le 18. Busco, operaio Alitalia, disse che era al lavoro all’aeroporto di Fiumicino e la sua affermazione fu ampiamente riscontrata. Ma secondo una nuova perizia Simonetta sarebbe stata uccisa in realtà due ore prima, cioè tra le 15.30 e le 16. L’avvocato della famiglia Cesaroni, Lucio Molinaro, è convinto che si andrà verso l’archiviazione del caso vista la mancanza di prove certe. Il legale ha ricordato che ci sono altre piste aperte e su queste la famiglia di Simonetta continua a sperare. “L’ideale sarebbe una confessione o un pentimento - ha concluso l’avvocato - viviamo con questa aspettativa”.
La vicenda. Simonetta Cesaroni, 21 anni, fu trovata morta, uccisa con 29 coltellate, in via Poma 2 nell'ufficio dell'associazione degli Ostelli della gioventù, dove lavorava, la sera del 7 agosto. Figlia di un dipendente della Cotral, era al suo ultimo giorno in quell'ufficio. La ragazza era infatti dipendente di un'altra società, ma il suo datore di lavoro Salvatore Volponi, l'aveva "prestata" per un lavoro al computer dell'associazione.
[07-09-2007]
DOM[14-04-2009 03:15:41]
All'epoca di questo delitto, non si utilizzavano ancora tutte le tecniche che si usano adesso e non c'erano neanche tutte le tecnologie a supporto che abbiamo ora.
Asenath [12-04-2009 23:54:43]
Che schifo: non si sono condotte bene le indagini, come al solito, fin dall'inizio. Gli inquirenti sono stati degli incapaci, non hanno cordonato il luogo del delitto come si fa in ogni paese civile. Non sono stati nemmeno in grado di capire con precisione l'ora del delitto, figuriamoci il movente! Certo che siamo in buone mani!
rex[07-09-2007 15:43:02]
certo che in Italia i casi vengono risolti tutti velocemente...strage italicus, piazza fontana, aereo ustica, stazione di bologna, delitto cogne, delitto contessa filo della torre, delitto simonetta cesaroni, delitto garlasco ecc.ecc. solo per citare alcuni fatti che ci hanno riepito le giornate e di cui a momenti sono vicini alla soluzione. Sarebbe meglio tacere e parlare dopo aver risolto ma i giornalisti devono fare gli scoop per cui ci martellano in continuazione.






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