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Veltroni e Prodi divisi sulle tasse

Prodi e Veltroni "Prima tagliamo la spesa pubblica, poi le tasse". Le intenzioni di Tommaso Padoa-Schioppa non sono certo destinate a riportare la calma nel governo e nella maggioranza già alle prese con i contrasti sulla riforma del Welfare. E scontentano tutti. Quella parte del centrosinistra, a partire da Walter Veltroni, che considera impellente la riduzione della pressione fiscale già dalla prossima Finanziaria.

In un colloquio con il Corriere della Sera, il responsabile dell’Economia parte dalla considerazione che "l’Italia ha la peggiore qualità della spesa pubblica di tutta l’Europa occidentale, insieme alla Grecia". Tps fa alcuni esempi di taglio e in testa mette gli stipendi e il numero degli impiegati nella Pubblica amministrazione. «Negli anni prossimi ci saranno molte uscite dal pubblico impiego dovute a ragioni anagrafiche. È l’occasione per snellire le strutture pubbliche, ma è un’operazione difficile». Romano Prodi sottoscrive il ragionamento del numero uno del Tesoro e ricorda la montagna di debito pubblico dell’Italia. «Basta sognare di essere in un altro Paese», dice il premier che quantifica gli interessi su questo debito in 70 miliardi ogni anno. Insomma Prodi sta con Tps, ma non si sbilancia sulla tempistica (prima tagli, poi riduzione delle tasse). È proprio sulla tempistica e le priorità che invece Walter Veltroni la pensa in maniera opposta al ministro dell’Economia, benché abbia assicurato di sostenere questo governo fino al termine della legislatura. Per il candidato favorito alla segreteria del Pd si devono subito abbassare le tasse («penso che si debba dare un segnale già dalla prossima Finanziaria») e continuare a lavorare anche sulla riduzione della pressione fiscale alle imprese.

[06-09-2007]

 
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