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Caro libri

un salasso per le famiglie

Fra pochi giorni inizierà il nuovo anno scolastico. Mi coinvolge l'euforia di Alessandro che avverto attorno a me. Già, ha ragione: ha 13 anni e il 10 settembre frequenterà la terza media. Invece l'altro mio figlio, il ventunenne Gabriele, si iscriverà al terzo anno di Giurisprudenza. Ma smetto subito di sorridere.

Sto pensando, infatti, al caro-libri. Problema vecchio. Gli editori dicono che da anni i prezzi sono mantenuti sotto l'inflazione e che con l'autonomia didattica si deve offrire un'ampia scelta di testi. È vero che c'è libertà di scegliere i libri, ma è anche vero che spesso per poche variazioni si stampano nuove edizioni con l'obiettivo di scoraggiare l'uso del libro usato e di rendere impraticabili i mercatini tra studenti.

La scuola è un diritto che va garantito soprattutto nella tutela delle fasce più deboli. Ho saputo che in Francia, per esempio, i libri scolastici non pesano sui bilanci delle famiglie, dato che le sovvenzioni pubbliche sono erogate da Comuni e Regioni. Si vede a colpo d'occhio che da noi , in fondo, non c'è la volontà di risolvere la questione. Colpa degli editori? Degli editori e di certi politici.

Mario Pulimanti

 
TAG: libri - scuola
 

[04-09-2007]

 
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