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Incendi estivi

l'ordinanza della protezione civile

L’estate di fuoco ha spinto lo stato a interevnire con un ultimatum rivolto ai comuni. È ora di applicare la legge che prevede il divieto di costruire sulle aree date alle fiamme. Per questo occorre aggiornare di continuo il catasto delle zone incendiate. La novità è che in caso di inerzia dei comuni il compito di realizzare il censimento passa direttamente ai prefetti.

È l’ordinanza emanata dalla protezione civile che si dipana in nove disposizioni urgenti rivolte alle regione più colpite dai piromani: oltre al Lazio la Campania, la Puglia la Calabria e la Sicilia. Subito a disposizione, per chi ha subìto danni, 5 milioni di euro. Il capo della protezione civile Bertolaso viene nominato commissario delegato con i poteri di applicare i primi interventi e, per superare le emrgenze, si potrà avvalere della collaborazione dei presidenti delle regioni e dei prefetti. Saranno loro a dover individuare i comuni che non hanno censito le aree incendiate e, nel caso di inadempienza, dopo 30 giorni a prendere in mano la gestione della situazione.

Insomma lo stato, attraverso le prefetture, si farà carico di stilare la lista dei luoghi incendiati visto che i comuni fino ad oggi non sono stati solterti quanto avrebbero dovuto.

E insieme all’ordinanza arriva anche una tiratina d’orecchie da parte del ministro degli interni Amato che sottolinea come questa stagione di incendi abbia evidenziato proprio le difficoltà degli enti locali, non sempre in grado di coordinare le forze in campo né di gestire al meglio le emergenze.

Sulla questione è intervenuta anche Italia nostra che ha chiesto un catasto delle aree date alle fiamme non solo quest’anno ma dal 2000, quando entrò in vigore la legge 353 contro gli incendi.

 
 

[30-08-2007]

 
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