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Allarme insolvenza mutui

a Roma aumentano le case pignorate

A gennaio è tornato ad aumentare il numero di case pignorate dagli istituti di credito in seguito a rate di mutuo non pagate.
Lo rivela questa settimana L’Espresso. In un paese come l’Italia fatto per lo più di proprietari di casa, nel 2005 erano l’87%, sembra sempre più difficile tener fede all’impegno di restituzione del prestito erogato dalla banca.

Tra settembre e dicembre dello scorso anno la sofferenza, cioè chi non aveva pagato più di sei rate, era pari all’1,5%.
Un fenomeno preoccupante che colpisce per lo più chi ha sottoscritto mutui a tasso variabile, secondo i calcoli 450mila famiglie. La crisi dei mutui subprime americani - quelli concessi a un cliente senza garanzie e poi rivenduti sul mercato sotto forma di obbligazioni - con il conseguente crollo dei mercati e l’immediato abbassamento del tasso di sconto statunitense, ha avuto un effetto calmierante sulla piazza europea. Ciò significa che la Bce potrebbe rimandare all’autunno inoltrato l’ennesimo aumento dei tassi. Questo dovrebbe concedere un sospiro di sollievo per tanti, soprattutto giovani.

Alla casa nessuno vorrebbe rinunciare. Il problema a Roma è particolarmente sentito. I prezzi degli immobili al centro come in periferia negli ultimi anni sono schizzati alle stelle rendendo l’acquisto sempre più difficile. Secondo una recente indagine a cura dell’istat, in tutta Italia, sono oltre 4 milioni i trentenni potenziali acquirenti. Nel Lazio rappresentano l’8,8% del totale.

Eppure su 100 giovani che già lavorano più della metà vive ancora in casa dei genitori. E allora se il gruzzolo da parte non c’è si fa ricorso al prestito. Nel 2003 le compravendite a Roma erano state più di 38mila, il 40% di queste erano state sottoscritte da coppie senza figli.

Ma il mercato dei mutui, probabilmente proprio a causa della difficoltà di molti a stare dietro al costo delle case e agli elevati tassi di interesse, sta vivendo una fase di controtendenza. A dirlo è il gruppo unicredit che parla di un calo delle erogazioni pari all’1,6%. Chi sottoscrive un prestito sceglie sempre più di frequente di restituirlo in più di 15 anni con rate rigorosamente a tasso fisso. Per evitare nel tempo brutte sorprese.

[24-08-2007]

 
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