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Sigilli alla Moschea

bloccata la costruzione all'Esquilino

Per l’inaugurazione, il prossimo 7 settembre, sarebbe dovuto venire addirittura lo sceicco Ubeidulhaqq, guida religiosa della moschea Beit al-Mukarram di Dacca, capitale del Bangladesh. Invece è arrivata prima la municipale, che dopo un’oretta di controlli, ha messo i sigilli a quello che doveva essere il nuovo centro di preghiera islamica dell’Esquilino, e che però sembra non fosse a norma dal punto di vista edilizio, nonostante i lavori di ristrutturazione ancora in corso.

Il centro, assimilabile solo in parte ad una vera e propria moschea, doveva nascere vicino Santa Maria Maggiore, accanto alla chiesa di San Vito. L’iniziativa era nata dalla onlus bengalese Hil Ful Fuzul, il cui presidente proprio ieri aveva annunciato l’inaugurazione del centro islamico. Annuncio che aveva scatenato le immediate reazioni del Comitato Esquilino, di Storace e di An, preoccupati per quella che definiscono “tradizione cristiana” dell’Esquilino, messa a repentaglio da una moschea dove si potrebbe – a loro dire – predicare il fondamentalismo.

Gli abitanti del rione, tuttavia, non sembrano preoccupati dall'idea di una moschea nel loro territorio, soprattutto perché questo, di fatto, rappresenta il cuore multietnico di Roma, dove culture e religioni diverse si intrecciano da anni in modo pacifico. Anche se pace - molto spesso - fa rima con indifferenza reciproca, soprattutto nel caso della comunità cinese.

 
TAG: moschea
 

[23-08-2007]

 
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