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Storie Metropolitane
 
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La storia del pugile Tiberiu

per 12 anni sparring partner degli italiani

Tiberiu Paul Chiriac

Ha combattuto per anni, la sua vita è stata la boxe e la sua casa il ring, ora Tiberiu Paul Chiriac lotta per ottenere giustizia.
35 anni suonati, pugile professionista romeno, Tiberiu racconta la sua storia, piena di delusioni e sconfitte “forzate”, a partire dal 2000 quando gli viene offerto di combattere in Italia.

"Penso che il pugilato sia il più vecchio sport che c'è in Italia, nessuno si interessa del doping, i match sono truccati. Una volta sono stato minacciato dal manager dell'avversario che mi ha intimorito dicendomi che se non facevo il bravo non avrei più combattuto. Per non parlare poi dei contratti; non sono mai stati rispettati, in Italia ho fatto 8 incontri e non ho visto neanche un soldo. Per 12 anni sono stato trattato come un sacco da prendere a pugni".

Prima la Spagna e poi la Francia, il pugile romeno sostiene di non esser mai stato trattato così male come qui in Italia. Ce l’ha soprattutto con la Federazione che a suo dire non avrebbe mantenuto le promesse.

"Non sono mai stato trattato così male come in Italia, in Francia in Spagna, in Ungheria e Bulgaria sono sempre stato rispettato per il mio lavoro, mi hanno fatto venire qui in Italia ma non hanno mai rispettato i contratti".

Tiberiu ha girato varie palestre di Roma, poi l’Umbria e l’Abruzzo sperando sempre nello sport, ora sono passati 12 anni, la sua carriera è ormai al tramonto e i suoi sogni infranti. Lui continua a combattere cercando di sopravvivere con lavoretti saltuari, continua a credere nella boxe, nella passione di una vita.

"L'unica cosa che voglio è giustizia, senza la boxe non posso vivere, qui in Italia hanno infranto il mio sogno".

[21-08-2007]

 
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