Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
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Tango romano
 
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I santuari dell’estate romana

Tradizionalmente avviene che attorno ad un grande evento nascano delle attività indotte. Nel passato, attorno ai santuari, si creavano stazioni di abbeveraggio e di ristoro dove i pellegrini trovavano conforto dopo lunghe marce di avvicinamento.

Anche attorno ai santuari moderni si sviluppano attività indotte: chioschi e bancarelle attorno agli stadi, bar all’interno dei cinema, ma soprattutto, d’estate, tavoli all’aperto attorno alle rotonde. Rotonde? Che termine desueto!

L’altra sera, passando per l’isola tiberina, dove ricordavo che alcuni anni fa c’era una milonga all’aperto, non ho potuto fare a meno di notare che questa era sparita, ma i tavoli attorno a quella che era la pista da ballo, quelli sì che c’erano, più folti che mai! L’attività indotta era sopravvissuta all’evento, anzi l’aveva soverchiato.

Anche se il santuario non c’è più la gente continua a fare pellegrinaggi per recarsi soltanto alle stazioni di abbeveraggio. Scusate la reiterazione, ma passeggiando per Roma si ha netta la sensazione che la gente sia confusa, il loro istinto li porterebbe a cercare i luoghi delle emozioni, ma trovano solo i tavoli all’aperto di bar trendy dove farsi spennare, poi bancarelle, bancarelle e bancarelle!

Volevo passare una serata diversa, senza andare a ballare, ma ho visto solo sciami di pellegrini con l’espressione vuota, persone alle quali è stato fatto credere che la stazione di abbeveraggio è già il santuario. E loro fanno la fila come pecore.

Allora, meglio il parquet consumato di una milonga!

Cornelia

[04-08-2007]

 
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