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Incendi: emergenza o normalitÓ?

La paura per i tragici incendi dei giorni scorsi è momentaneamente passata. I roghi, che hanno interessato gran parte del Centro Sud, sono costati la vita a due persone ed hanno provocato numerosi disagi ai turisti presenti nelle località più colpite dal fuoco (Peschici).

Finita la paura, si scatenano le solite polemiche all'italiana. Bertolaso contro Francesco Tavaglione, il sindaco di Peschici. La polemica verte sui presunti ritardi nei soccorsi che, a detta di Tavaglione, avrebbero tardato di circa 3 ore. Secondo Bertolaso, invece, in circa un'ora i mezzi della protezione civile erano già sul posto. Classica polemica del rimbalzo, nella quale ognuno scarica le proprie responsabilità su entità ignote. Intanto, però, i danni al paesaggio, all'agricoltura e alle abitazioni sono ingenti.
Va ricordato che ogni estate, almeno da quando la mia memoria è entrata in funzione, vi sono episodi di questo genere. Ma chi c'è dietro questi roghi? E' possibile che nessuno ne parli? Un fatto è certo: la maggior parte degli incendi è di origine dolosa e dietro c'è sicuramente qualche interesse economico. Probabilmente anche la criminalità organizzata fa la sua bella parte in questo classico giochetto estivo.

Non sono un esperto degli interventi antincendio, però 15 Canadair su tutto il territorio nazionale mi sembrano pochini. Bertolaso dice che abbiamo la più grande flotta antincendi del mediterraneo, ma evidentemente non basta, o sbaglio? Mettiamone 30-50-100, quelli che servono. Non è possibile che ogni estate si lavori in una totale situazione di affanno ed emergenza. La verità è questa, siamo il Paese delle emergenze più che prevedibili.
Iniziamo a chiamare gli episodi con il loro nome: NORMALITA', altro che emergenza.

Informatore

L'Italia che non va

 
 

[26-07-2007]

 
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