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La Duchessa di Langeais

di Jacques Rivette. Con Guillaume Depardieu, Jeanne Balibar

di Svevo Moltrasio 

Durante la Restaurazione, tra Parigi e un’isola della Spagna, si consuma l’amore impossibile tra il generale Armand de Montriveau e la Duchessa Antoinette de Navarreins: l’estenuante tira e molla tra i due innamorati non prevede lieto fine.

Nuovo adattamento cinematografico di un testo di Balzac ad opera di Jacques Rivette: partendo da un romanzo minore dello scrittore francese, il regista mette in scena una fedele trasposizione presentata all’ultimo festival di Berlino.

Il racconto in flash back della tormentata relazione tra un generale francese e una duchessa spostata, è il pretesto per osservare le rigide convenzioni di una società che impone agli stessi innamorati un masochistico gioco di rifiuti che complica fino ad impedire completamente la passione sentimentale. Nell’alternanza con cui i due personaggi si respingono (prima è la donna a frenare l’uomo, ma successivamente i ruoli si invertono), Rivette racconta la disperata ricerca, abbandonando a turno chi decide di nascondersi, tanto che il film ha un’andatura spesso angosciante e il più delle volte non chiarisce alcuni passaggi.

Se lo stile è molto rigoroso, ed alterna lunghe scene in interni con inquadrature stabili ad elaborati piani sequenza in esterni, ed attento a rispecchiare le qualità del testo di Balzac, con l’uso ricorrente di didascalie del romanzo, a mancare è un’adeguata carica sensuale nei due protagonisti: Depardieu lavora esclusivamente sulla fisicità e la Balibar non ha né il fascino né l’originalità adatti. Del tormento e della passione rimane solo l’illustrazione, sintomo di un approccio narrativo troppo freddo.

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[25-07-2007]

 
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