Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
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Referendum elettorale

raccolte 800.000 firme

Sarà depositato alla Corte di Cassazione dove verranno contate le firme, ma le 500.000 sono state ampiamente superate tanto che le firme per il referendum abrogativo della legge elettorale continuano ad arrivare e nelle sede del Comitato, oltre alle energie, hanno finito anche il posto. "Domenica c'erano i volontari in fila fuori nei corridoi" racconta Grazia, responsabile comunicazione e testimone in questi mesi di "un'esperienza assolutamente unica", per partecipazione e disperazione, per rabbia e volontà.

Il conteggio finale delle firme si attesta tra le 750 e le 800 mila, scheda più scheda meno, perchè, spiegano al Comitato, "non sarà possibile un controllo accurato tra le certificate e le utili su tutte quelle che ci stanno arrivando stamani". E' un numero ben oltre la quota di sicurezza delle 570 mila e che probabilmente sarebbe ancora cresciuto se fuori Roma la raccolta di firme non fosse stata interrotta mercoledì scorso.

Un successo, venuto dal basso e dalle persone comuni e nonostante i tre mesi di raccolta firme siano stati caratterizzati da oltre due di quasi totale silenzio stampa. Un successo che adesso travolge un po' organizzatori e volontari.

La Cassazione dovrà certificare le firme raccolte entro settembre. La Consulta ha tempo fino a fine febbraio per valutare la costituzionalità dei tre quesiti che aboliscono il premio di maggioranza alle liste (andrà solo al partito) e le candidature in più collegi. Due modifiche destinate a ridurre il numero dei partiti e a spingere verso un bipolarismo vero il sistema elettorale.

Ora che "la pistola è stata caricata", il quasi candidato del Pd Walter Veltroni, che il referendum ha appoggiato ma non firmato per rispetto alle tante anime del Pd, oggi ribadisce con chiarezza: " Meglio il referendum di questa legge elettorale". Posto che il metodo ideale sarebbe quello francese, "bisogna però discutere in Parlamento e trovare un punto di equilibrio tenendo presenti tre priorità: meno frammentazione con una netta riduzione dei partiti, un bipolarismo che non sia dato dalla sola necessità di contrapporsi all'altro, dare ai cittadini la possibilità di scegliere il governo". Il presidente del Senato Franco Marini avverte: "Qualsiasi riforma non potrà farsi con maggioranze risicate".

SITO COMITATO REFERENDUM ELETTORALE

[24-07-2007]

 
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