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Golden Gala

atleta colpito da giavellotto

Si è sfiorata la tragedia al Golden Gala di Roma. Fermo in pedana mentre si preparava alla sua prova, il francese del salto in lungo Salim Sdiri è stato infilzato dal giavellotto lanciato dal finlandese Tero Pitkameki. Ricoverato al Policlinico Gemelli non è grave A confermarlo è anche il medico che l'ha soccorso per primo: "Sdiri ha una ferita al costato destro di quattro centimetri - ha detto - La punta del giavellotto è parzialmente penetrata nel fianco. Si tratta ora di verificare se l'attrezzo ha lesionato la pleura o si è fermato alla fasce muscolari".

La gara del lungo, per la cronaca, è stata vinta dal nostro Andrew Howe (8.12 al quinto e ultimo tentativo), tra i primi a prestare soccorso al compagno di pedana. "È stato uno choc - commentava poi Andrew Howe - ho ancora le mani sporche di sangue gli ho tolto la punta del giavellotto dal fianco. Stavo camminando verso di lui e il giavellotto avrebbe potuto colpirmi". Nonostante la crudezza della descrizione, l'atleta francese "quando lo hanno portato via mi ha salutato dicendo 'Non ti preoccupare, Andrew, sto bene'".

Discreta anche la prova dell'altra azzurra più attesa. Antonietta Di Martino ha ottenuto il quinto posto nel salto in alto femminile. L’azzurra, fresca primatista italiana (con 2,03 metri), ha saltato 1,95 ed ha chiuso la sua gara con tre errori agli 1,98. La vittoria è andata alla croata Blanka Vlasic in 2,02.

Nei 400 metri il 20enne campione paralimpico Oscar Pistorius. Il , che corre con due lamine di carbonio al posto dei piedi e poteva finalmente gareggiare con i normodotati, ha chiuso al secondo posto la gara B

il giovane sudafricano, alla prima sfida internazionale contro i normodotati, che corre con due protesi di carbonio al posto delle parti inferiori delle gambe, ha pagato anche le due curve, per poi uscire con grande forza nel rettilineo finale.

L'esperimento, un portatore di handicap contro dei normodotati, si è così risolto con una parziale vittoria del ragazzo sudafricano, che è accreditato di un 46"00 manuale, pur con le molte riserve espresse tecnicamente dalla gara. Curve e partenza sono il vero limite tecnico insormontabile, ma la stoffa del velocità c'è. Il tempo di 46"90 lo pone però molto distante dai limiti per partecipazioni ai mondiali: l'appuntamento con Olimpiadi e Mondiali è distante. "È stata una emozione incredibile - ha detto circondato come una star tra microfoni e taccuini Pistorius - è il sogno di una vita che si corona. La partenza lenta? Forse ero troppo agitato, troppo teso...", si è giustificato il ragazzo sudafricano.

 

 

 

 

 

[14-07-2007]

 
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