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Paprika - Sognando un sogno

di Kon Satoshi

di Narda Liotine 

L’equipe della psicoterapeuta Atsuko lavora alla messa a punto di un dispositivo capace di leggere e intervenire sui sogni e le manie, il DC Mini. Sfortunatamente alcuni prototipi dell’invenzione vengono rubati da un uomo spietato intenzionato a governare attraverso il mondo onirico quello reale. Atsuko, sotto le mentite spoglie di Paprika la detective dei sogni, riuscirà a risolvere l’enigma con l’aiuto dell’investigatore Konakawa e del dottor Tokita.

La visionarietà del regista d’animazione nipponico Satoshi Kon, che abbiamo imparato ad apprezzare con l’eccellente PERFECT BLUE e con la fortunatissima serie televisiva PARANOIA AGENT, ritorna impetuosa nella trasposizione cinematografica del romanzo fantascientifico di Yasutaka Tsutsui. Il merito è, ancora una volta, della produzione Madhouse, il cui ruolo mecenatistico nei confronti dell’animazione giapponese pare indiscusso.

Kon gioca nuovamente con i possibili livelli del reale balzando dal sogno alla quotidianità e costruendo in entrambi i macromondi delle sacche sospese evidentemente votate al metacinema e alla psicanalisi, confondendo i piani ed affascinando l’occhio. Se nel cinema d’animazione del Paese del Sol Levante, che qui si fa viva sperimentazione ai limiti del surrealismo, l’interesse per il pubblico adulto è garantito dall’onnipresente morale di respiro universale, il sogno allestito da Kon non è un gioco per bambini, vuoi per l’ intrigante discesa nei meandri della psiche vuoi per le tracce erotiche molto spesso a fior di trama.

I mondi alternativi che premono alle porte dell’inconscio vengono dischiusi e la visione lascia straniati, mentre sulla retina continua inevitabilmente ad avanzare lo psichedelico corteo onirico, che pare il frutto di un’allucinazione lisergica.

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[12-07-2007]

 
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