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La Cittą Proibita

di Zang Yimou. Con Gong Li, Yun-Fat Chow

Nella Cina del X secolo una tragedia sta per consumarsi a palazzo reale, la cosiddetta “Città proibita”, alla vigilia della festa di Chong Yang. L’imperatore torna dal fronte e scopre il complotto ordito ai suoi danni. Il sanguinoso scontro, che si consumerà la notte dei festeggiamenti, metterà a nudo i segreti della famiglia reale.

Zhang Yimou è tra i pochi cineasti cinesi della quinta generazione a godere di una distribuzione internazionale, a provarlo la partecipazione al composito tributo per la celebrazione del 60° anniversario del Festival di Cannes. Con questa pellicola la collaborazione tra il regista e l’attrice Gong Li, sua musa nella prima metà degli anni ’90 fino a LA TRIADE DI SHANGHAI, riprende deludendo, però, le attese.

Si è parlato come del film cinese più costoso della storia, in effetti qui la magnificenza, che ha caratterizzato gli ultimi film del regista diventandone la cifra, ritorna sovraccarica di opulenza imperiale, monili aurei, schiere di cortigiani ossequiosi, orde di soldati finemente bardati. Sembra impossibile restare indifferenti a tanto sfarzo e, contemporaneamente temere che null’altro ci sia salvo che quello; presentimento che non tarda a realizzarsi.

Nonostante la solida sceneggiatura di matrice storica, il nobilissimo triangolo amoroso tra imperatore, imperatrice e il figliastro di questa, non garantisce la stessa presa emotiva che lo schema aveva conferito in LA FORESTA DEI PUGNALI VOLANTI, privo com’è di cascami passionali. A segnare i crescendo di pathos provvedono i temi principali della colonna sonora che calcano pesantemente per supplire alle carenze di una pellicola discontinua e superficiale, pericolosamente ingombrante a vedersi. Nulla può la tempia pulsante di Gong Li e la zazzera sinuosa di Yun-Fat Chow.

*1/2

Narda Liotine

 

[26-06-2007]

 
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