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SanitÓ, protesta in Regione

contro i tagli nel settore e il diritto alla salute

Non manca proprio nessuno all’appello: dipendenti del servizio sanitario regionale, lavoratori della sanita privata, ed esternalizzati.

Tutti uniti contro i tagli nel settore e il diritto alla salute. Le proteste per il piano di rientro del deficit sono davvero tante: davanti alla Regione lazio due presidi: uno dell’ares 118 che, senza 16 milioni di euro l’anno, annuncia non potrà garantire una adeguata assistenza sanitaria sul territorio. A Roma sono state tolte risorse umane ed ambulanze e la paura degli operatori è quella della privatizzazione. Una lotta portata avanti da Cigl cisl e uil.

Sono invece i Cobas sanità universita e ricerca a sostenere la lotta per la stabilizzazione dei precari esternalizzati della sanita. A farsi sentire sotto la regione lazio i lavoratori precari che, in sciopero , continuano a chiedere garanzie e lo stop dei tagli.

Infine anche la sanita privata si fa sentire. Due provvedimenti della giunta regionale ridefiniscono il budget per strutture e prestazioni del pubblico e del privato. Meno di 2miliardi e mezzo per ricoveri e "day hospital" le strutture sanitarie private circa seicento nel Lazio hanno proclamato la chiusura totale delle proprie attività dal 21 al 24 giugno. Il no e’ contro una scelta che, di fatto, dimezza il tetto di spesa annuale previsto per ogni singolo laboratorio. Diversi volti di un uguale crisi la sanita del Lazio deve rientrare del deficit e sembra che anche questa volta a rimetterci saranno i cittadini che avranno meno servizi e piu spese.

[20-06-2007]

 
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