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Festival del Cinema
 
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Un enfant de toi

Di Jacques Doillon. Con Lou Doillon, Samuel Benchetrit, Malik Zidi.

di Flavia D'Angelo

Aya e Louis hanno vissuto insieme, hanno avuto una figlia e si sono lasciati. Entrambi hanno dei nuovi compagni: Louis frequenta una studentessa molto più giovane di lui, Aya vive con Victor, che vorrebbe un figlio da lei. I due ex ricominciano a frequentarsi, avvicinandosi sempre di più sotto lo sguardo preoccupato dei rispettivi fidanzati.

Jacques Doillon, classe 1944, porta in concorso alla settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma UN ENFANT DE TOI, storia di un triangolo amoroso in cui, tra i protagonisti Lou Doillon (figlia del regista e della cantante Jane Birkin e ex modella), Samuel Benchetrit e Malik Zidi, la parte del leone la fa la piccola Olga Milshtein nella parte della figlia della coppia.

Non si può certo rimproverare a Doillon (anche sceneggiatore) una scarsa coerenza: scelto un registro narrativo, lo stile di regia lo segue senza esitazioni, sino alle estreme conseguenze. I dialoghi dilagano per 140 minuti, accompagnando ritorni più interminabili che eterni. Per catturare lo spettatore nel dramma esistenziale di Aya, Louis e Victor sarebbe necessario percepirlo, questo dramma. Sotto tante parole, e infiniti scambi di battute psico-cool, la trama è, invece, esilissima. Abbandonata ogni parvenza di realismo, la pellicola non riesce a conquistare una credibilità neppure nel suo essere surreale in tutto, dalle interazioni tra i personaggi all’assenza di qualsiasi essere umano nel raggio di qualche chilometro dai protagonisti.

Doillon segue i suoi attori, gira loro intorno con la macchina da presa, resta vicinissimo ai volti e ne segue ogni movimento. Perché si muovono, eccome. Il moto perpetuo di Lou Doillon, in particolare, è un elemento che va pesato nell’impatto complessivo della pellicola. Ogni battuta, ogni sguardo, è accompagnato da un passo in avanti, indietro o laterale. L’effetto di straniamento è assicurato, accompagnato purtroppo da alcuni effetti collaterali. UN ENFANT DE TOI ha il pregio di riuscire ad essere esattamente ciò che desidera essere, un film intellettuale d’autore sul mal d’amore borghese. E produce esattamente le reazioni che suscita un film intellettuale sul mal d’amore borghese.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
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[15-11-2012]

 
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