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Tevere in piena, allagamenti a Roma Nord

nel Lazio colpite un migliaio di aziende, 20 milioni di danni

Il livello del fiume di Roma sta pian piano diminuendo ma l'allerta resta alta con chisure di strade al traffico veicolare a Roma Nord: sono inaccessibili via Valchetta Cartoni da Labaro al Gra; la rampa che porta alla stazione La Celsa da via Frassineto; il sottovia Euclide e il sottovia Due Ponti sulla Flaminia; il sottovia di Prati Fiscali via Camillo sabatini nel tratto da via Chiesa a piazza Hazon; via di Decima. E' ancora inagibile Tenuta Piccirilli in XX municipio, dove ieri sera è stato sgomberato un campo nomadi. Allagamenti dovuti all'esondazione del Tevere si registrano ancora in zona Saxa Rubra e in via di Decima. Non si segnalano al momento particolari criticità all'Idroscalo e su tutto il Litorale dove il mare calmo favorisce il deflusso delle acque. Anche le condizioni dell'Aniene non destano preoccupazioni.

''Il Tevere sta scendendo e scenderà sempre pià rapidamente nel pomeriggio. -ha detto Alemanno- Questa notte, con 13,49 metri, abbiamo avuto il livello più alto degli ultimi 50 anni. Alle 10 il livello era di 13,17''. ''La Protezione civile - ha continuato - ha retto bene, anche se permane una debolezza strutturale alla confluenza dell'Aniene sul Tevere. Una debolezza purtroppo non risolvibile se non con opere idrauliche importanti, superiori alla capacità di intervento del Comune''

PIENA TEVERE, PONTE MARCONI



Gravi danni alle aziende del Lazio - Nel Lazio, in particolare tra Viterbo e Roma, dove è passata la piena del Tevere, sono state colpite circa un migliaio di aziende con 20 milioni di danni stimati. Per consentire alle aziende di ripartire la Coldiretti chiede che siano avviate le procedure per la richiesta dello stato di calamità nelle zone colpite, ma anche l'immediato esonero dai contributi previdenziali e tributari in scadenza: se non si lasciano risorse nelle tasche degli agricoltori le aziende colpite sono destinate al collasso, spiegano dalla Coldiretti.

"Sono andate distrutte - sottolinea la Coldiretti - colture orticole autunnali, migliaia di ettari già seminati e, danno ancora maggiore, su centinaia di ettari è stato asportato terreno superficiale, cioè quello arabile, senza contare i danni alle infrastrutture e al sistema dei Consorzi di bonifica ed irrigazione".

PIENA TEVERE, IMMAGINI DALL'ELICOTTERO

 
 

[15-11-2012]

 
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