Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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Virtus Roma, non basta l'orgoglio

Siena passa al Palatiziano faticando nel finale

Esce dal campo tra gli applausi del proprio pubblico, definitivamente ritrovato, l'Acea Roma, sebbene superata dal Montepaschi Siena per 70-81. Ma le facce deluse dei giocatori e le tradizionali lamentele del presidente Toti nei confronti degli arbitri raccontano di una partita che la squadra romana avrebbe anche potuto portare a casa, se solo l'avesse affrontata da subito con lo stesso spirito dell'ultimo quarto.

Siena ha certamente meritato la vittoria ottenuta come la precedente, venerdì in Eurolega, abusando del tiro da tre punti, specie nei momenti decisivi del match, quando prima Ress e poi Moss (alla fine 6/10 per lui) hanno ricacciato indietro una Virtus arrivata ad un soffio dal riaggancio. La rincorsa dei romani però era partita da troppo indietro, uno sprofondo lungo anche 22 punti, che una squadra abituata ed esperta come quella come senese difficilmente sperpera.

La partenza dei toscani è stata di quelle stordenti: quattro canestri da tre consecutivi, con quattro diversi realizzatori e subito timeout, infruttuoso, per Calvani (5-12 al 5'). Preoccupata di difendere bene, Roma perdeva via via il contatto col canestro, ed il primo intervallo la trovava già sotto di 14 (11-25), con una sensazione diffusa di impotenza su entrambi i lati del campo. Troppi i canestri sbagliati da sotto, soffrendo le lunghe leve di Ress e Sanikidze, troppi i secondi tiri lasciati agli avversari, mortiferi da fuori. Sensazione di frustrazione che proseguiva nel secondo quarto, quando Siena prendeva il largo senza che Roma potesse opporsi in nessun modo.

Limitati in maniera netta i due principali terminali offensivi romani, Datome e Goss, la Virtus era costretta ad andare sotto canestro, dove solo l'ungherese Lorant trovava effimera gloria. Il massimo vantaggio era firmato dall'ennesima tripla di David Moss (13-35 al 14'). E mentre il coach senese Banchi ruotava ad arte il suo quintetto, quello romano Calvani insisteva col disastroso Czyz, autore di una lunga serie di errori da sotto e dalla lunetta che non consentivano alla Virtus un rientro nel punteggio, legittimo per quanto fatto in difesa, dove la vena offensiva dei campioni d'Italia si andava lentamente spegnendo.

Chiuso il secondo quarto 27-43, Siena rientrava in campo sicura di portare a casa l'incontro senza dover sudare troppo. Era in quel momento che Jordan Taylor entrava finalmente in scena, cominciando a sfornare assist in alley-up per Gani Lawal, ben felice di svettare ed inchiodare una schiacciata dietro l'altra. I toscani perdevano qualche pallone di troppo, Roma cominciava a trovare in attacco anche Datome, inizialmente dalla lunetta, ed improvvisamente la partita si riapriva: il meno undici (49-60) col quale si chiudeva la terza frazione era già un affare per i padroni di casa.

Ma, è frase di attualità, il meglio doveva ancora arrivare: due triple di Taylor e Datome e l'ennesima affondata di Lawal e Roma era a meno tre con sei minuti da giocare. Partita riaperta e pubblico già in clima playoff, come non si vedeva (e sentiva) da tempo. Ma Siena è squadra troppo vincente per farsi intimorire e complice il quinto fallo di Lawal poteva tornare ad imporre la propria legge sotto canestro. Stoppata di Ress a negare il nuovo meno tre di Czyz (ancora in campo a scapito di Lorant), e poi il tiro letale da tre punti allo scadere dei 24" dell'azzurro a ridare il più sei a Siena (61-67 al 37'), e la tranquillità necessaria per respingere gli ultimi stanchi assalti della Virtus. Il canestro della staffa, ancora da tre punti, lo metteva Matt Jennings a novanta secondi dalla fine, a sancire quel 13/29 dall'arco che, opposto al 4/16 di Roma, rappresenta la prima evidenza statistica di questa bella partita.

Roma ha avuto troppo poco da due dei suoi tre americani: limitato assai Goss (13 punti con 4/12 al tiro), impalbabile Bobby Jones neanche preso in considerazione da Calvani nel secondo tempo, giocato per lunghi minuti con Datome da ala forte. Detto della strana partita di Czyz, che avrebbe potuto essere l'uomo della partita, ma che di fatto lo è stato per gli avversari, le note positive della serata arrivano indubbiamente dall'asse play-pivot, non poco in prospettiva futura. Sia Taylor che Lawal sono entrati in scena nel momento del bisogno, e lo hanno fatto con efficacia pari alla spettacolarità delle loro giocate. E' piaciuto specie il play per la qualità delle sue scelte, mentre il centro di origine nigeriana deve solo acquisire esperienza prima di poter diventare un fattore nel nostro campionato.

Una sconfitta, quindi, che se da una parte lascia l'amaro in bocca per quello che poteva essere e non è stato,  dall'altra riafferma la legittimità delle ambizioni romane che, ricordiamolo, sono l'accesso alle final eight prima ed ai playoff poi, ma soprattutto riportare entusiamo per il basket, affinchè questo sport non smobiliti come altri hanno fatto. La serata di ieri sicuramente va in questa direzione. Prossimo appuntamento per la Virtus domenica prossima in trasferta sul difficile campo di Venezia, reduce dalla prestigiosa vittoria di Milano. Palla a due alle 18,15 e consueta diretta su Romauno.

Andrea De Paolis

[13-11-2012]

 
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