Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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Il volto di un'altra

di Pappi Corsicato. Con Laura Chiatti, Alessandro Preziosi

di Rosario Sparti

Bella conduce una famosa trasmissione televisiva sulla chirurgia plastica in cui bizzarri e surreali ospiti si sottopongono a interventi di chirurgia estetica eseguiti dal chirurgo suo marito, gestore di un’esclusiva clinica privata situata tra i boschi dell’Alto Adige ma pieno di debiti. Per via di un grave incidente automobilistico di cui rimane vittima, Bella decide di sfruttare la situazione a loro vantaggio e chiede al marito di trasformarle il volto in diretta televisiva per incassare il denaro dell'assicurazione. Con un ritorno mediatico ed economico senza precedenti, i due sottovalutano le conseguenze che l’operazione comporterà nella vita di tutti i giorni.

Pappi Corsicato, a distanza di qualche anno dal suo IL SEME DELLA DISCORDIA, ritorna in sala con un gioco di specchi citazionista tra il cinema che ama e uno sguardo sul mondo contemporaneo, filtrato da una satira di costume al vetriolo. L'occhio del regista si posa sull'inestricabile rapporto tra essere e apparire, solo superficialmente in contrapposizione, per parlarci dell'universo che ruota intorno alla chirurgia plastica e i media. Non è un caso quindi se a interpretare i due protagonisti sono attori come Alessandro Preziosi e Laura Chiatti, le cui vite sono legate al mondo della televisione e del gossip.

Guardando al suo tanto amato Almòdovar - impossibile non pensare a LA PELLE CHE ABITO -, inserito in un calderone cinefilo insieme a Sirk, Fellini e molti altri, il regista, crea una commedia che getta uno sguardo apocalittico sulla contemporaneità, tra l'apparire e il circo mediatico che ci avvolge ogni giorno. Sono tanti gli elementi che Corsicato mette alla berlina, dalla spettacolarizzazione della cronaca al ruolo della chirurgia plastica, attraverso un umorismo surreale che gioca con i generi cinematografici - forte di un gioco abile sugli elementi fotografici e scenografici - , quasi a creare un pastiche linguistico.

Seppur cerca di evitare facili moralismi, come in ogni satira questo è in fondo inevitabile e l'umorismo del film non sempre aiuta a tirarlo fuori dal pantano della critica facile, evidenziando la gran grossa del pensiero che è dietro all'opera. Senz'altro il cinema di Corsicato è qualcosa di alieno nel cinema italiano, così come la cura nella confezione è apprezzabile, però l'effetto finale è quella di un esercizio di stile che prende contenutisticamente la via più facile. Come sempre il regista gioca sul confine tra cult e scult con un risultato non del tutto disprezzabile ma da un regista, con il suo talento visivo, ci si aspetta di più della solita alzata di spalle sulla società dello spettacolo.
 



votanti: 2
Secondo te quanti euro merita??
 

[12-11-2012]

 
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