Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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Viva l'Italia

di Massimiliano Bruno. Con Michele Placido, Raoul Bova, Alessandro Gassman

di Francesco Picerno

L'onorevole Michele Spagnolo è un politico truffatore che ha sempre anteposto agli affetti i suoi interessi personali. Colto da un malore  perde improvvisamente i freni inibitori e comincia a dire la verità a tutti. A farne le spese sarà soprattutto la sua famiglia.

Massimiliano Bruno, autore del riuscito e divertente NESSUNO MI PUO' GIUDICARE è al suo secondo film da regista  dopo essere stato per anni sceneggiatore per Fausto Brizzi e attore comico. L'obiettivo in questo caso è raccontare i mali dell'Italia d'oggi: la mancanza di moralità, la corruzione, la cattiva politica e tutto ciò che ha reso questo paese invivibile e pieno di problematiche. Intenzioni sicuramente lodevoli, che sono quelle della commedia di costume per il grande pubblico. E il cast è  quello consueto, fatto di star nostrane che  occupano una grandissima fetta di commedia all'italiana degli ultimi anni (Raoul Bova, Ambra Angiolini, Alessandro Gassman).

Come tutte le commedie di questo tipo, più l'obiettivo è alto e più si rischia di fare un film sbagliato. Ed è quello che accade: scrittura volgare e approssimativa, scene ad eccesso macchiettistico senza un momento di tregua (e questo non lo distingue dalla peggiore commedia natalizia) e soprattutto un cast che delude per interpretazione e caratterizzazioni. Se si può perdonare per esempio la banalità e la scontatezza degli argomenti trattati (i raccomandati, la sanità che non funziona, il Berlusconismo, la meritocrazia), imperdonabile è invece la sceneggiatura e il contenuto della pellicola: uno spunto interessante (quello del rapporto tra padri e figli e la devastazione di una famiglia) che  si perde in scene mal fatte che si concludono continuamente con parolacce gratuite.

Indegne inoltre alcune sequenze ad effetto che vorrebbero essere poetiche e di contenuto ma che sfiorano la spazzatura (Placido che cammina in mezzo agli scontri oppure Bova, la Angiolini e Gassmann che si dicono finalmente la verità in faccia) con la sensazione di un "vogliamoci bene" nostrano che quando deve criticare qualcosa cerca solo di dare una bottarella da tutte le parti per generare uno sdegno superficiale e poco intelligente. Film, quindi, per un pubblico che vorrebbe riflettere e ridere ma Bruno, questa volta, non fa centro, in nessuna delle due direzioni.
 



votanti: 3
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[11-11-2012]

 
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