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Sanitā laziale verso lo sciopero

il 28 giugno i sindacati hanno proclamato lo stop

Cambiano le giunte, cambiano i piani di gestione ma la bufera nella sanità nel Lazio non si placa: per il 28 giugno i sindacati hanno proclamato l’ennesimo sciopero. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, stavolta, è stata la decisione della giunta di bloccare il turn over, ovvero l’assunzione di nuovo personale mano a mano che i dipendenti vanno in pensione e il contenimento delle spese su straordinari - tagliando anche i fondi integrativi contrattuali per il personale. Decisioni che fanno così saltare gli accordi che erano stati decisi lo scorso 5 marzo tra Regione e sindacati.

L’attacco alla gestione Marrazzo non arriva solo da Cgil, Cisl e Uil; mentre continuano le perplessità sulle spese per le esternalizzazioni, che secondo altre regioni sarebbero superiori all’assunzione diretta, si creano spaccature nella maggioranza della Pisana. E la questione diventa politica. E’ il presidente della commissione sanità Fanco Dalia a tuonare. La condotta della giunta – per il diellino- dimostra quanto la Regione sia autodiretta dal Governo. Ci sarebbe il taglio di 14 milioni di euro per l’Ares 118, troppo per poter garantire la continuità di assistenza. Gli fa eco il capogruppo dell’Udc Massimiliano Maselli che conferma: “Di fatto – dice – l’assessorato alla Sanità è commissariato dal ministero dell’Economia”.

[14-06-2007]

 
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